Crisi economica: la Grecia evita il default (almeno per ora…)

GRECIA

Con un tasso di adesione finale che sarà del 95,7 per cento la Grecia è per ora salva. Il governo di Atene è riuscito a dimezzare il debito in mano dai privati da 206 a 100 miliardi di euro (il debito complessivo è 368 miliardi di euro). E’ solo il primo passo per portare il rapporto debito/pil al 120 per cento entro il 2020.
L’accordo di bond swap è parte essenziale del 2° piano di salvataggio internazionale della Grecia ed era perciò fondamentale per sbloccare l’erogazione del pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro dell’Eurozona e dall’Fmi.
Se l’operazione non fosse andata a buon termine la Grecia avrebbe affrontato il default a breve perché il 20 marzo era prevista una scadenza di titoli per 14 miliardi di euro. Non per niente  Wolfang Schaeuble, il ministro delle Finanze tedesco, parla di “grosso passo avanti” anche se precisa che la troika valuterà se questo risultato è in linea con le richieste dell’Eurogruppo.
Evangelos Venizelos il ministro dell’Economia greco ha così commentato: “Adesso aspettiamo la decisione della troika, ma il governo è molto soddisfatto. Vorrei esprimere il mio apprezzamento a tutti i nostri creditori che hanno supportato l’ambizioso programma di riforma e adeguamento e che hanno condiviso i sacrifici del popolo greco in questo storico sforzo”.
Olli Rehn, il commissario agli Affari economici dell’Ue,  tra i più ottimisti per l’esito dell’operazione adesso afferma di essere “molto soddisfatto” per l’esito “largamente positivo” per l’adesione dei privati allo swap del debito sovrano ma avverte il governo greco: “Ora mi aspetto che le autorità elleniche mantengano il loro forte impegno sul programma di aggiustamento economico e a mettere rigorosamente e tempestivamente in atto il pacchetto di riforme”