Crisi economica: la Spagna chiede aiuto alla UE per le sue banche

Spagna

Luis De Guindos, il ministro dell’Economia spagnolo, ha formalizzato con una lettera all’Eurogruppo la richiesta di salvataggio delle banche del suo Paese. Non è stato indicato l’ammontare degli aiuti per un settore per cui le audit incaricate di verificare le necessità di capitale hanno calcolato un massimo di 62 miliardi di euro
Nella lettera inviata dal governo iberico non si parla della somma richiesta, mentre in un comunicato del ministero dell’Economia si spiega che si tratterà di “una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno di capitale più un margine di sicurezza supplementare. La scelta dello strumento particolare in cui questo aiuto si concretizzerà prenderà in esame le varie opzioni oggi disponibili e quelle che possono essere decise in futuro”.
La richiesta non dovrebbe, quindi, essere lontana dai 100 miliardi di euro. Le grandi banche, come  Bbva e Santander, non dovrebbero avere problemi anche se i dati individuali si sapranno solo a nel prossimo mese di settembre.
I dettagli degli aiuti, però, e della loro contropartita, si conosceranno solo nel corso della prossima riunione dell’Eurogruppo, fissata per il 9 luglio. Nel frattempo, gli ispettori della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale realizzeranno la propria verifica sulle condizioni delle banche iberiche. Nonostante le pressioni di Madrid, la concessione del credito peserà sul debito pubblico statale, non essendo il Fondo Europeo di Stabilità autorizzato a immettere liquidità direttamente negli istituti di credito.
Se lo stesso De Guindos aveva già ipotizzato un tasso di interesse tra il 3 e il 4 per cento su un periodo di rimborso superiore ai 15 anni, Garcia-Margallo ha riconosciuto come una durata di ben 30 anni non sia realistica. Il ministro degli Esteri ha aggiunto come resti in discussione la possibilità che la UE eroghi gli aiuti direttamente agli istituti di credito spagnoli, invece di passare attraverso il governo, così da ridurre le tensioni sul suo debito pubblico.