Crisi economica: la Spagna vede nero sul deficit

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Dopo la pubblicazione dei dati del deficit registrato nello scorso anno, all’8,51 per cento invece del 6 per cento previsto dal precedente governo del socialista Josè Luis Zapatero, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha detto che il momento è “difficile”.
Si pensa che Madrid intenda rinegoziare gli obiettivi fissati con la UE di ridurre il deficit al 4,4 per cento entro quest’anno. L’impegno è stato preso nel 2011 dal governo socialista. Rajoy non ha dato indicazioni su una eventuale richiesta di “flessibilizzazione”, ma ha sottolineato che il suo Paese “ridurrà il deficit quanto possibile”, e che “dobbiamo fare degli sforzi”.
Secondo molti analisti, una riduzione del deficit al 4,4 per cento entro la fine di quest’anno comporterebbe il dover fare una manovra da oltre 40 miliardi di euro, che avrebbe come probabile effetto di aggravare la situazione della disoccupazione, già al tasso record del 22,85 per cento, e del 49 per cento fra i giovani e di impedire ogni possibilità di ripresa.
Il quotidiano La Vanguardia afferma che le trattative fra  Bruxelles e Madrid per una modifica dell’obiettivo di deficit per quest’anno sono già state avviate.
Nel frattempo la Spagna ha collocato titoli di Stato con scadenze a due, tre e cinque anni per complessivi 4,5 miliardi di euro, il massimo importo prefissato, con rendimenti più bassi del’ultima asta. Per i titoli a 2 anni il rendimento è stato del 2,069 per cento, per quella a 5 anni il tasso è sceso al 3,376 per cento dal 4,021 per cento del collocamento del 19 gennaio, per la tranche 2015 il rendimento medio è sceso al 2,617 per cento dal 3,332 per cento dell’asta del 16 febbraio.