Crisi economica: le banche italiane vogliono tagliare 20.000 posti lavoro

UNICREDIT

Anche i bancari tremano. Infatti gli istituti di credito pensano di tagliare 20.000 lavoratori. Ecco quindi una raffica di incontri con i sindacati. Domani ci sarà l’incontro tra i sindacati e il Montepaschi, la prossima settimana sarà la volta  del confronto con Ubi e Bpm.
Da settembre toccherà ad Unicredit e Intesa per trattare su chiusure di sportelli, esuberi, riorganizzazioni…
Spiega Lando Sileoni, segretario generale della Fabi: «Alla ripresa autunnale mi aspetto che le banche cerchino di trovare il modo per espellere almeno 20.000 lavoratori: a questo progetto folle ci opporremo con ogni nostra forza».
Si prevedono quindi circa 19.000 esuberi e 2.720 sportelli da chiudere entro il 2015, in un settore che ad oggi conta 330.000 dipendenti. Al riguardo ricordiamo che dal 2001 ad oggi l settore ha perso 35.000 lavoratori con i prepensionamenti volontari e incentivati.
A Cariparma (Credit Agricole) il piano industriale prevedeva 360 pre-pensionamenti e le domande giunte sono state 700! Bnl (Bnp Paribas) ha rinviato  l’uscita dei 370 esuberi, già decisi lo scorso anno visto che bisogna risolvere la questione dei cosiddetti “esodati”.
Problema sta complicando ulteriormente la trattativa anche a Intesa, dove le vecchie previsioni di esuberi, 4.500 persone, sono state bloccate per l’entrata in vigore della riforma Fornero.
C’è poi chi oltre a chiudere sportelli ne vuole aprire di nuovi ma la tendenza è in genere opposta (prevista la riconversione in mini-sportelli di altre 78 agenzie).
Aggiunge Agostino Megale, segretario generale della Fisac-Cgil: «Abbiamo firmato da pochi mesi un contratto di lavoro collettivo difficile, ora ci aspettiamo che venga rispettato e applicato integralmente, nelle trattative in corso; non servono altri accordi nazionali».