Crisi economica: l’inflazione in Italia continua a mordere

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Ad ottobre, l’inflazione in Italia continua a mordere, infatti l’Istat registra un aumento dello 0,6% rispetto al mese di settembre e del 3,4% nei confronti dello stesso mese del 2010 (era 3,0% nel mese di settembre). Dunque a tutt’oggi l’inflazione acquisita per il 2011 si attesta a quota 2,7%.
L’Istat spiega che il rialzo congiunturale dei prezzi al consumo rispecchia gli effetti delle misure previste dall’ultima manovra finanziaria. in particolare, dell’aumento dell’aliquota dell’Iva al 21%. Calcolata al netto dei beni energetici e alimentari freschi, l’inflazione di fondo sale al 2,5% dal 2,4% del mese di settembre.
Inoltre il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo, al netto dei beni energetici, sale al 2,4 per cento (+2,3 per cento a settembre). La crescita tendenziale dei prezzi dei beni è del 3,9 per cento, con un’accelerazione di 6/10 di punto percentuale rispetto allo scorso settembre (+3,3 per cento). Invece quella dei prezzi dei servizi scende al 2,6% (dal 2,7% del mese precedente).Di conseguenza il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di 7/10 di punto rispetto a settembre. Ad ottobre si notano tendenze all’accelerazione della crescita dei prezzi al consumo per moltissime tipologie di beni e servizi. Il principale effetto di sostegno, dal punto di vista settoriale,  alla dinamica generale viene dal rialzo congiunturale dell’1,8% dei prezzi dei beni energetici. I prezzi dei prodotti che vengono acquistati con maggiore frequenza aumentano dello 0,7 per cento su base mensile e del 4,1 per cento su base annua (3,7 per cento nel mese di settembre 2011).
L’indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,9 per cento su base mensile e del 3,8 per cento su base annua, con un’accelerazione di due decimi di punto percentuale rispetto allo scorso settembre (+3,6 per cento).