Crisi economica: l’Italia va verso la recessione, ecco i suoi effetti

EURO

Il nostro Paese viaggia verso la recessione. Sarà un 2012 molto difficile: il Pil del terzo trimestre è in calo per la prima volta dal 2009. Sono state riviste al ribasso le stime di crescita per l’economia per questo la Banca centrale  europea inietta liquidità a un tasso dell’1 per cento e 523 istituti di credito, tra cui 14 italiani, decidono di attingere al prestito agevolato. Ma si teme che alcune banche potrebbero decidere di badare a risanare i propri conti prima di girare ai propri clienti le linee di credito offerte.
Vediamo intanto gli effetti che si stanno vedendo di questa infinita crisi: le famiglie comprano sempre meno e lo shopping di Natale cala del 19 per cento.  Rinunciare al risparmio non basta  e nel secondo trimestre di quest’anno la propensione ha raggiunto il minimo storico: 11,9 per cento del reddito lordo disponibile). D’altra parte l’andamento dei prezzi, quelli dei carburanti in particolare, non aiuta. In due anni tagliati 800mila posti  e i più penalizzati sono i giovani, Nel 2013, rispetto al 2008, ci saranno 800 mila lavoratori in meno.
Servizi essenziali a rischio per il freno alla spesa, il calo del fabbisogno delle pubbliche amministrazioni, 20 miliardi di euro fra il dicembre 2010 e quello 2011, è un buon segno per i bilanci di uno Stato, ma corrisponde ad un taglio della spesa che incide anche sul Pil. Gli investimenti non decollano e pesa sulle industrie il ritardo dei pagamenti. Per le imprese il giro d’affari è fermo al palo  con gli ordinativi giù del 4,8 per cento. Le banche hanno dato una stretta del credito ora è più difficile avere prestiti e il costo del credito crescerà.