Crisi economica: lo spettro del default colpisce anche l’Ungheria

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La vicenda della bancarotta della compagnia di bandiera Malév, è lo specchio della crisi economica che ha colpito l’Ungheria.
E’ il simbolo di un Paese che non vola più, nelle mani della destra nazionale più conservatrice, ecco il prossimo rischio per l’Europa. Il governatore della  banca centrale, la Magyar Nemzeti Bank, si offre di ridurre il suo stipendio alla quota simbolica d’un fiorino al mese.
L’economia rischia la recessione, è ben lontana dal boom polacco o dalla solidità cèca e slovacca, o dalla Romania povera ma dinamica. La UE sta per far scattare dure sanzioni per l’alto deficit: blocco di 495 milioni di euro di “fondi di coesione”, cioè gli aiuti della Comunità alle nazioni più povere.
Ma quello che sta avvenendo in Ungheria è più grave: un attacco all’autonomia della Banca centrale e leggi liberticide. Insomma ora c’è, dopo quello greco, anche lo spettro di un default ungherese o comunque di un precipitare della crisi dopo che nell’aprile di due anni fa, per protestare contro la corruzione dei socialisti, la maggioranza di due terzi andò  al partito nazionalconservatore (Fidesz) del premier Viktor Orbàn.
“Noi stiamo riducendo il deficit e il debito”,  ha protestato Orbàn. Ma il problema ora è anche diventato politico, e non solo di bilancio, da quando Orbàn è al potere. L’autocratico premier si è concentrato sulle leggi liberticide: bavaglio ai media ed epurazione brutale nei media pubblici e nella pubblica amministrazione, nuova Costituzione nazionalista dove il paese non si chiama più Repubblica ungherese ma  Ungheria e basta, e la nazione è definita quale entità etnica e solo cristiana e non già quale comunità di valori, poi leggi che vogliono limitare l’autonomia della Banca centrale, poi quasi abrogazione di fatto dell’indipendenza del potere giudiziario. Infine riforma autoritaria della pubblica istruzione, e discriminazione tra le religioni, con gli atti razzisti della “Magyar Garda”, l’organizzazione paramilitare d’ultradestra, contro i Rom e altre minoranze sono tollerati. Tutti punti su cui la Ue indaga.
Intanto per la prima volta un paese della Comunità Europea non ha più compagnia di bandiera…