Crisi economica: l’Ocse riduce le previsioni di crescita per l’Italia

MARIO MONTI

Nell’ultimo Economic Outlook semestrale presentato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (l’Ocse) ha pesantemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il nostro Paese. Nel rapporto presentato il Pil nel prossimo anno è ora atteso a un pessimo -0,5 per cento contro il +1,6 per cento che era stato prospettato solo sei mesi fa, dopo un incremento stimato a +0,7 per cento nel 2011, dal +1,1 per cento che era stato stimato a maggio. E per il 2013 la previsione è di una crescita appena dello 0,5 per cento.
L’Ocse inoltre predice un rapporto deficit/Pil all’1,6 per cento nel prossimo anno contro il 2,6 per cento che era nelle stime della scorsa primavera, dopo il -3,6 per cento del 2011 (da -3,9 per cento). Un disavanzo dello 0,1 per cento del Prodotto interno lordo è previsto per il 2013; il debito nella previsione di Maastricht è atteso al 120,4 per cento nel prossimo anno, dopo il 120 per cento del 2011 e al 118,9 per cento nel 2013.
Il tasso di disoccupazione è previsto in aumento all’8,3 per cento nel prossimo anno dall’8,1 per cento di questo anno e all’8,6 per cento nel 2013, quando l’occupazione scenderà dello 0,1 per cento e la crescita dei salari rallenterà (dal 2,8 per cento nel 2011 al +1,8 per cento nel 2012 e al +1,2 per cento nel 2013), così come il tasso di inflazione.
«La ripresa economica – affermano gli economisti dell’Ocse – in Italia ha perso d’impulso. La produzione calerà fino al 2012 inoltrato. La successiva ripresa si prevede debole vista la crescita probabilmente negativa dell’ultimo scorcio di quest’anno. L’attività si è fermata. Fiducia, export e produzione industriale sono molto deboli».