Crisi economica: migliora l’export italiano extra UE

MARIO MONTI

La nostra bilancia commerciale extra Ue registra a giugno un avanzo di 1,519 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (era di -1,389 miliardi di euro).
Nel 1° semestre 2012 il deficit commerciale (-5,216 miliardi di euro) si è ridotto a 1/3 di quello dell’anno passato (era di -16,767 miliardi di euro). A giugno, inoltre, rispetto al mese prima, si nota una diminuzione di entrambi i flussi commerciali: le importazioni sono calate del 5,9 per cento, le esportazioni del 2,8 per cento.
A giugno la flessione congiunturale dell’export è limitata a beni strumentali (-6,8 per cento; al netto delle vendite di aerei e navi, si ha un incremento congiunturale) ed energia (-14,7 per cento). Crescono le esportazioni di beni non durevoli (+2,8 per cento) e durevoli (+6,6 per cento). La flessione congiunturale dell’import è diffusa, ma risulta molto accentuata per gli acquisti di prodotti intermedi (-7,9 per cento) e di beni strumentali (-10,5 per cento).
Nell’ultimo trimestre la congiuntura delle esportazioni si conferma positiva (+4,8 per cento), sostenuta dalla rilevante espansione dei beni strumentali (+9,7 per cento) e di consumo durevoli (+9 per cento). La flessione delle importazioni (-1 per cento) è dovuta soprattutto all’energia (-3,8 per cento), in calo anche i beni di consumo (-0,8 per cento).
Rispetto a giugno dello scorso anno, l’aumento delle esportazioni è importante (un +12,4 per cento) e riguarda tutti i  comparti principali. Le importazioni registrano, invece, una flessione tendenziale del 7,1 per cento diffusa a tutti i principali raggruppamenti di beni, ad eccezione dell’energia, che presenta un incremento del 3,3 per cento.
Il deficit commerciale nel 1° semestre è sceso a 5,216 miliardi di euro e l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici raggiunge i 26,963 miliardi di euro ed è in larga parte determinato dall’ampio surplus nel commercio di beni strumentali (20,728 miliardi).
I mercati migliori per il nostro Paese sono: Stati Uniti (+35,4 per cento), Opec (+33,0 per cento)Giappone (+38 per cento). Vendite in flessione invece verso la Cina (-10,4 per cento). La diminuzione delle importazioni di beni riguarda in particolare quelli provenienti da: Mercosur (-33,4 per cento), India (-44,2 per cento), e Turchia (-22,2 per cento). I paesi Opec registrano al contrario un notevole incremento (+25,3 per cento).