Crisi economica: Obama bacchetta l’Unione Europea

OBAMA

Le misure anticrisi stabilite dal Vecchio Continente non bastano e servono altri interventi. Il presidente Obama torna ad attaccare l’Unione Europea con una dichiarazione di Jay Carney, il portavoce: «I mercati restano scettici sul fatto che le misure prese finora siano sufficienti per assicurare la ripresa in Europa e rimuovere il rischio che la crisi peggiori noi ovviamente crediamo che ulteriori passi debbano essere compiuti. Senza dubbio la situazione europea crea problemi per l’economia globale e quindi per quella americana».
Pochi giorni fa era stato lo stesso presidente degli Usa a sollecitare scelte più decise, scaricando sulle difficoltà della politica del Vecchio Continente ad uscire dalla crisi anche le responsabilità dell’inatteso calo degli occupati negli States, dove pure i segnali di ripresa sono evidenti. L’incapacità della UE di trovare un’intesa sulla crisi del debito, la divisione dei governi sul sostegno ai Paesi più indietro sul piano della ripresa su scelte come quella degli eurobond hanno effetti anche sulla prossima campagna presidenziale.
Le critiche della Casa Bianca sono rivolte anche al Congresso. Visto il pessimo dato sull’occupazione, Jay Carney annuncia misure a sostegno del lavoro: «Ci sono almeno dieci cose che il Congresso potrebbe fare e non fa se le avessero fatte il quadro sarebbe ora molto diverso. Il presidente userà tutti gli strumenti in suo possesso, da un punto di vista amministrativo ed esecutivo. Bisogna trovare la giusta ricetta economica per il paese, includendo investimenti di breve termine e nelle energie pulite e portando avanti un approccio equilibrato».
Tornando al Vecchio Continente, Standard & Poor’s ha detto che c’è almeno 1 possibilità su 3 che la Grecia esca dall’euro nei prossimi mesi, dopo le elezioni del 17 giugno.