Crisi economica: ora il Governo taglierà le detrazioni

MARIO MONTI

E ora il Governo Monti va ad aprire il dossier , davvero ingombrante, legato alla spesa pubblica. Due sono le misure sul tavolo: il blocco dell’aumento della spesa primaria al 50 per cento della crescita del Prodotto interno loro e lo sfoltimento dei 720 sconti fiscali, tra imprese e famiglie, che ci costano 253 miliardi di euro. Nel pacchetto da sforbiciare rientrano anche beni e servizi e sprechi vari. Insomma si punta a risparmiare circa 10 miliardi di euro.
I numeri sono davvero impressionanti: al netto degli interessi e delle pensioni la spesa pubblica italiana ha raggiunto i 480 miliardi di euro. Insomma è insostenibile e per di più non equa. La spesa non fa differenze tra centro e periferia: è distribuita al 50 per cento tra Regioni, Comuni, Province e amministrazione centrale.
Il governo aggerdirà la spesa pubblica con il sistema della “spending review”, ovvero la selezione tra spese necessarie e sprechi. Fra le armi dell’esecutivo, votato con l’ultima legge di Stabilità che porta la firma dell’ex ministro Tremonti del settembre scorso, c’è anche il cosiddetto emendamento Morando, del vecchio governo Tremonti (anche se Morando fa parte del PD). La norma prevede che la spesa primaria del bilancio statale non possa aumentare in termini nominali (cioè inflazione compresa) più del 50 per cento della crescita del Prodotto interno loro stimata dal Documento di economia e finanza. Questo, unito al pareggio di bilancio inserito in Costituzione, dovrebbe rendere stazionari i conti pubblici italiani. Un intervento importante riguarderà  gli sconti fiscali – circa 80 voci di agevolazioni nella denuncia dei redditi – c’è di tutto, cose assai risibili accanto ad altre invece molto importanti per le famiglie. Lì il governo  dovrà fare una importante selezione.