Crisi economica: per le Coop è il peggior anno dal 1945

MARIO MONTI

Il quadro che emerge dai dati del “Rapporto Coop 2012″ su consumi e distribuzione è davvero sconsolante. La crisi ha portato a un forte cambiamento nelle abitudini degli italiani che consumano sempre di meno. Risparmiano il più possibile sulla spesa. Non usano la macchina. Passano sempre più tempo davanti alla televisione e vanno sempre meno al ristorante. E’ un ritratto impietoso, che ritrae un paese come annichilito dalla crisi. Con gli italiani ripiegati su se stessi incapaci di vedere una via di uscita.
Il rapporto evidenzia anche come in Italia i redditi siano i più bassi d’Europa. Afferma Vincenzo Tassinari, il presidente delle Coop: «Per il consumatore italiano è l’anno peggiore dal dopoguerra».
Il Belpaese si conferma una della nazioni più in difficoltà nella UE,  diminuiscono i risparmi e i consumi segnano un calo del 3 per cento rispetto al 2007, registrando un valore più basso di quello toccato durante il picco della crisi economica nel 2009, con previsione ad un ulteriore ribasso.
Le retribuzioni salgono solo dell’1 per cento, mentre l’inflazione sui beni di maggior consumo è a quota 4,9 per cento nel 2013. In calo anche la fiducia degli italiani nel futuro (41 per cento) e la percezione sulla possibilità di trovare un nuovo lavoro entro 6mesi che si attesta al 24 per cento contro una media europea del 46 per cento.
Esiste poi l’allarme inflazione: nel 2013 è in arrivo una “tempesta inflattiva” con un aumento del costo della vita intorno al 4,9 per cento. Vale a dire 400 euro a famiglia che si aggiungono al costo delle manovre del governo Monti: 3.000 euro a famiglia che potranno salire a 4.000 nel 2014.