Crisi economica: più ombre che luci sull’ultima emissione spagnola

Rajoy

L’attesa asta dei titoli a 12 e 18 mesi lanciata dal Tesoro iberico si è chiusa con un nuovo forte rialzo dei tassi di interesse. Infatti il rendimento sui bonos a 1 anno è salito dall’1,41 per cento al 2,63 per cento, quello sui 18 mesi da 1,71 per cento a 3,11 per cento.
Un segnale positivo è stato quello relativo alla la domanda. La precdente emissione iberica aveva fatto registrare una richiesta debole, specie dall’estero, che aveva costretto la Spagna a collocare solo la quota minima prevista.
Oggi è andata meglio. La domanda è stata  tripla rispetto all’offerta e la Spagna ha venduto 3,1 miliardi di euro di bond a 1 anno contro i 3 miliardi di euro previsti. Un dato che ha fatto scendere lo spread sui Bund a 417 punti togliendo un po’ di pressione anche dai credit default swap iberici che ieri erano ai massimi.
Eppure il governo di Mariano Rajoy (nella foto) in cento giorni ha varato due finanziarie da 40 miliardi di euro,  le nuove norme sulla capitalizzazione delle banche, la riforma del mercato del lavoro, messo in cantiere interventi per ridurre del 20 per cento i costi della sanità e dell’istruzione, un giro di vite sulle spese delle autonomie locali.
Cose che non sembrano bastare ai mercati spingendo Madrid verso quel rendimento del 7 per cento sui decennali che ha costretto Irlanda, Grecia e Portogallo a chiedere l’aiuto di Ue e Fmi.
Ma il governo spagnolo si dimostra combattivo e così Luis De Guindos, il ministro all’Economia ha avviato un tour europeo per spiegare l’operato del governo. Oggi incontra  Mario Draghi.
Molti osservatori spagnoli hanno fatto pressione per convincere la Banca centrale europea a riprendere l’acquisto di bonos. Ipotesi bocciata dai falchi della Bundesbank e dal governo olandese.
Quello che preoccupa è da un lato l’anarchia contabile delle diciassette regioni autonome spagnole, responsabili del 50 per cento della spesa pubblica nazionale e lo stato di salute delle banche spagnole oberate dai mutui in sofferenza nel settore immobiliare.
E Il governo è già corso ai ripari: imponendo paletti strettissimi alle autonomie e chiedendo agli istituti di credito entro fine aprile specifici piani di ricapitalizzazione. Il governo spagnolo si è impegnata con Bruxelles a contenere il suo rapporto deficit/Pil quest’anno al 5,3 per cento dall’8,5 per cento del 2011. Obiettivo messo in forse dal rialzo dei tassi e da un’economia in frenata, con il Pil destinato a frenare dell’1,7 per cento quest’anno.