Crisi economica: produzione industriale al palo nel 2011, lo dice l’istat

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La crisi economica non molla l’osso anzi… Gli ultimi dati italiani sono sconfortanti. La produzione industriale dello scorso anno è rimasta ferma, segnando una variazione nulla rispetto all’anno precedente.
Lo rileva l’Istat. Nel 2010 l’indice era salito (+6,4 per cento) dopo due anni consecutivi di cali. A dicembre 2011 il dato è cresciuto dell’1,4 per cento su base mensile ma è calato dell’1,7 per cento su base annua: si tratta della 4ª discesa tendenziale consecutiva.
Insomma, dopo un 2010 in ripresa (arrivato a seguito del tonfo del 18,8 per cento del 2009), il 2011 ha segnato un nuovo arresto, legato al peggioramento verificatosi nell’ultima parte del 2011, in particolare dopo il mese di agosto.
A dicembre l’indice registra un incremento congiunturale per i beni strumentali (+3,6 per cento) e per i beni di consumo (+1,8 per cento), ma indica una diminuzione per l’energia elettrica (-2,0 per cento); invariati i beni intermedi.
Gli indici indicano una crescita tendenziale del 3,2 per cento per i beni strumentali e un calo per tutti gli altri raggruppamenti, con diminuzioni pari allo 0,8 per cento per i beni di consumo e al 10,3 per cento per l’energia, al 3,6 per cento per i beni intermedi. I maggiori contributi (che sono calcolati sui dati grezzi) alla variazione tendenziale dell’indice generale vengono dai beni di consumo non durevoli (-1,8 punti percentuali) e dai beni intermedi (-2,9 punti percentuali).
Rispetto a dicembre 2010 gli aumenti più marcati  sono nei settori dell’attività estrattiva (+11,8 per cento), della fabbricazione di prodotti di elettronica e ottica, di computer, di apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+7,2 per cento), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+10,1 per cento).
Tra i settori in calo ci sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-12,9 per cento), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,0 per cento) e le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-10,9 per cento).
Un 2011 “nero” per le industrie tessili-abbigliamento-pelli e accessori (-7,3 per cento) e per i prodotti chimici (-5,8 per cento).