Crisi economica: salta il pareggio di bilancio per il 2013

MARIO MONTI

er “tornare a rimirar le stelle” l’economia italiana dovrà aspettare fino al 2013, e comunque niente pareggio di bilancio fino al 2017. Lo afferma il Fmi che, nel giorno in cui la regola del pareggio di bilancio entra in Costituzione, da un lato ha rivisto al rialzo le stime sul Pil nostrano, dall’altro confermato la recessione per quest’anno: il prodotto interno lordo si contrarrà dell’1,9 per cento nel 2012 e dello 0,3 per cento nel 2013.
Il Fondo monetario internazionale ha così alzato le precedenti previsioni rispettivamente di 0,2 e 0,3 punti percentuali. Più ottimistiche le previsioni del governo italiano: il pil si contrarrà nel 2012 dell’1,2 per cento, crescerà di mezzo punto percentuale il prossimo anno.
Il ddl sul pareggio di bilancio in Costituzione ha avuto il via libera definitivo dall’aula del Senato con i 2/3 degli aventi diritto necessari per evitare il ricorso al referendum confermativo. Hanno votato contro la Lega e l’Idv.
Ma per il governo l’Italia raggiungerà un livello di zero deficit “reale” solo nel 2015. L’indebitamento netto, a -0,5 per cento nel 2013, scende a -0,1 per cento nel 2014 e a zero solo nel 2015. Per quanto riguarda il deficit-Pil qnel 2012 dovrebbe attestarsi all’1,7 per cento per poi arrivare al livello di “close to balance” dello 0,5 per cento il prossimo anno.
Vola la pressione fiscale con un record assoluto: nel 2012 il peso del fisco si attesterà al 45,1 per cento, salendo dal 42,5 per cento dello scorso anno. Il livello di tassazione salirà poi al 45,4 per cento il prossimo anno, per poi attestarsi al 45,3 per cento nel 2014 e al 44,9 per cento nel 2015.