Crisi economica: secondo le stime Fmi la Cina crescerà meno del previsto

CINA

Da un rapporto prodotto dal Fondo monetario internazionale emerge che l’economia della Cina crescerà quest’anno “di circa l’8 per cento”, grazie a un’accelerazione nella 2ª metà del 2012. La stima dell’8,25  per cento rilasciata in aprile viene così corretta in leggero ribasso. Secondo lo Fmi il Prodotto interno lordo cinese nel 2° trimestre 2012 ha rallentato il tasso di espansione al 7,6 per cento.
Anche per il prossimo anno l’organismo stima per la 2ª potenza economica del mondo una crescita meno forte di quanto era stato indicato in primavera: dell’8,5 per cento anzichè dell’8,8 per cento.
Gli analisti pensano che gli sforzi del governo di Pechino per evitare il surriscaldamento del settore immobiliare e combattere l’inflazione “hanno incontrato venti contrari più forti del previsto a causa del peggioramento della crisi nell’Eurozona”. Secondo gli esperti Fmi le autorità cinesi sono preoccupate per le insufficienti risposte e per il rischio di un peggioramento della crisi nell’eurozona.
Il rallentamento dei prezzi, lo scorso mese al 2,2 per cento tendenziale dal 6,5 per cento, ha consentito al governo cinese di allentare la propria politica monetaria (la banca centrale ha ridotto 3 volte le riserve minime obbligatorie tra dicembre e maggio e, nei mesi di giugno e di luglio, di abbassare 2 volte il tasso di riferimento) e di sostenere l’attività. , Secondo l’Fmi l’inflazione in Cina dovrebbe rimanere nel 2012 tra il 3 per cento e il 3,5 per cento e il prossimo anno tra il 2,5 e il 3 per cento.
Resta comunque da chiedersi, e questo è forse il più grande limite dell’attuale sistema capitalistico, come una crescita dell’8 per cento possa gettare nello sconforto i mercati…