Crisi economica: si preparano i piani per una fuga dall’euro?

EURO

2012 fuga dall’euro. Potrebbe essere il titolo di un film ma è purtroppo un dato vero. Non più solo capitali speculativi con le loro scommesse ribassiste. Non più solo risparmiatori ellenici e iberici che ritirano piccoli depositi dalle banche. Si muovono le multinazionali della grande distribuzione, dei servizi, dell’industria, del turismo…
Il deflusso coinvolge l’economia reale, non soltanto e banche di Wall Street e gli hedge fund. L’allarme sale di un livello, contagia multinazionali statunitensi ma anche del Vecchio Continente: nessuno è più al riparo dal disastro dell’eurozona. E Obama punta un dito accusatore: “La causa sono i problemi dell’Vecchio Continente”. Si confermano anche i rallentamenti di Cina e India, provocati anche dalla caduta delle esportazioni verso la UE.
Lo chiamano “contingency plan”. Nel settore assicurativo, 2 colossi come Allianz e Natixis avrebbero sospeso le polizze di garanzia sulle esportazioni verso l’Ellade: troppo elevato il rischio che gli importatori locali non paghino la merce, o saldino i debiti in una nuova moneta locale fortemente svalutata.
La catena francese Carrefour avrebbe ridotto gli approvvigionamenti di beni di largo consumo dei marchi Nestlé, Danone, Procter&Gamble. Insomma una spirale della sfiducia che si auto-amplifica: dal fuggi fuggi precauzionale delle multinazionali non può che venire un altro colpo alla fragilissima economia greca, già in caduta del 6,2 per cento nel 1° trimestre.
In media circa il 20 per cento delle imprese tedesche ammettono di avere in corso una sorta di “piano di evacuazione”. Il Wall Street Journal dice che i piani di evacuazione delle multinazionali dalla zona euro sono “gli stessi che furono messi a punto e collaudati più di un anno fa verso i paesi del Nordafrica coinvolti nella primavera araba”.