Crisi economica: Standard & Poor’s abbassa il rating di 15 banche italiane

Standard & Poor's

Continuano le docce fredde elargite da  Standard & Poor’s. in un comunicato la famosa agenzia di rating ha affermato di essere in presenza di una recessione “più profonda e lunga del previsto” per il nostro Paese, con ripercussioni sulle banche del Paese.
L’agenzia di rating a stelle e strisce prevede per il Prodotto interno lordo del  Belpaese un calo del 2,1 per cento per quest’anno e dello 0,4 per cento nel prossimo anno.
Confermando il rating di IntesaSanpaolo, e di Unicredit, S&P ha rivisto al ribasso la propria valutazione su 15 banche, anche Monte dei Paschi di Siena, Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Vicenza. L’agenzia statunitense ha lasciato invece invariato il rating di UniCredit, Intesa Sanpaolo e Mediobanca.Ecco le banche di cui Standard & Poor’s ha ridotto la propria valutazione:
– Dexia Crediop SpA   a  B+/Negativo/B da   BB-/Negativo/B
– Eurofidi Scpa a BB+/Negativo/B    da BBB-/Negativo/A-3
– Banca Popolare dell’ Emilia Romagna SC  a   BB+/Negativo/B    da  BBB/Negativo/A-2
– Banca Popolare di Vicenza ScpA a   BB+/Negativo/B   da BBB-/Negativo/A-3
– Banca Carige SpA   a  BB+/Negativo/B  da  BBB-/Negativo/A-3
– Banca di Credito Cooperativo di Conversano Scrl  a  BB+/Negativo/B   da  BBB-/Negativo/A-3
– Banca Popolare dell’Alto Adige a   BBB-/Negativo/A-3  da  BBB/Negativo/A-2
– Iccrea Holding SpA Iccrea Banca SpA Iccrea BancaImpresa SpA  a BBB-/Negativo/A-3  da BBB/Negativo/A-2
– Unione di Banche Italiane Scpa a   BBB/Negativo/A-2   da BBB+/Negativo/A-2

Ha affermato l’agenzia: «Rispetto ad altri paesi dell’area euro, come la Francia o la Germania, l’economia italiana non si è ripresa dalla recessione del 2008-2009».L’economia italiana sta accrescendo la vulnerabilità della qualità degli asset delle banche. L’insieme dell’aumento degli asset che presentano criticità e la riduzione delle riserve per la copertura delle perdite sui prestiti espone le banche a un possibile aumento delle perdite, soprattutto se il valore degli asset collaterali si deteriorasse”.
Alla fine dello scorso anno gli asset con criticità rappresentevano il 51 per cento del Tier 1 delle banche. Alla fine del 2008 il rapporto era al 27 per cento ma: “alla fine del 2013 sarà vicino al 60 per cento. I calcoli sono effettuati sulla media e quindi potrebbero mascherare performance diverse fra le singole banche”.
L’agenzia Usa precisa di aver considerato, nell’assumere azioni su “32 istituzioni finanziarie italiane”, la previsione di un “calo moderato” in termine reali dei prezzi di real estate in Italia nei prossimi anni. “Le banche italiane sono esposte alle deviazioni negative dall’attuale e moderato calo dei prezzi del real estate”.