Crisi economica: Standard & Poor’s mette in guardia eurolandia

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Standard & Poor’s minaccia di calare la sua  scure su ben 15 Paesi europei. In pericolo fra l’altro anche la tripla di A di Francia e Germania. Ma sono in buona in rischio riguarda anche: Olanda, Lussemburgo,  Finlandia, Austria. L’agenzia di rating stando avrebbe già messo sul chi va là Berlino, Parigi e le altre 4 capitali in questione, avvisandolo che li metteranno sotto la lente di ingrandimento con “credit watch negative”. Il rating dei 6 Paesi potrebbe quindi essere portato da ‘AAA’ ad ‘AA+’
Dunque per l’intera Eurozona esiste il pericolo di un possibile taglio dell’outlook, anche perché tutti i cosiddetti Piigs hanno già prospettive negative da parte di Standard & Poor’s. E anche il nostro Paese rischia ulteriormente, visto che compare nell’elenco dell’agenzia statunitense.
La mossa per alcuni era nell’aria. Anche se sorprende il fatto che l’agenzia di rating a stelle e striscie abbia scelto un momento tanto delicato ovvero alla vigilia del più drammatico vertice della storia della Unione Europea: ovvero il summit “salva-euro” di venerdì 9 dicembre a Bruxelles durante il quale Germania e Francia dovrebbero presentare proposte per riformare e rafforzare la governance economica del Vecchio Continente, fra queste anche un cambio dei trattati costitutivi della UE.
Secondo Standard & Poor’s, l’Unione europea vivrà una “moderata recessione” nella prima metà del prossimo anno, prevedendo una crescita del Prodotto interno lordo dello 0,4 per cento per il prossimo anno. E per l’Italia, l’agenzia di rating statunitense intravede “rischi in aumento per le prospettive di crescita e di stabilità finanziaria”, conseguenza dell’indebolimento dell’efficacia di un coordinamento europeo. Tuttavia l’agenzia di rating fa fiducia nel governo Monti che avrebbe mostrato impegno nel mettere in atto riforme per la crescita e aver proseguire l’opera di consolidamento di bilancio.