Crisi economica: vanno meglio i conti del debito pubblico italiano

MARIO MONTI

A febbraio il debito pubblico italiano è diminuito di 6,8 miliardi di euro rispetto al record assoluto del mese precedente, portandosi a 1.928,2 miliardi di euro, un livello che resta in ognii caso  più alto di quanto registrato negli anni passati.
Il Bollettino Statistico della Banca d’Italia sottolinea come nel 1° bimestre dell’anno le entrate fiscali siano aumentate dell’1 per cento rispetto ai primi due mesi del 2011. Nel mese di febbraio sono aumentate di 0,7 miliardi  di euro (un +2,7 per cento) rispetto allo stesso mese dell’anno passato.
L’incremento del 4 per cento è inferiore al 5,4 per cento di Germania e al 10,2 per cento della Francia, ma superiore al -8,4 per cento della Spagna e al -5,3 per cento del Portogallo. Senza variazioni il Regno Unito (-0,3 per cento) mentre volano gli incassi tributari dell’Irlanda (+21,8 per cento).
Il debito di febbraio segna comunque un aumento di 31 miliardi di euro rispetto alla chiusura di dicembre 2011, quanto lo stock si era attestato a 1.897,9 miliardi, a un livello pari al 120,1 per cento del Pil. L’incremento percentuale dall’inizio dell’anno è dell’1,63 per cento, segnando un progresso proprio mentre la crescita stenta. In confronto al record segnato a gennaio (1.934,9 miliardi di euro) febbraio mostra comunque un’inversione di tendenza, un calo.
Nel complesso del bimestre il fabbisogno (12,7 miliardi) è stato in linea con quello registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno beneficiando del versamento presso la Tesoreria statale della prima tranche delle risorse detenute presso il sistema bancario dagli enti in regime di Tesoreria Unica “pura” (previsto dal cosiddetto decreto liberalizzazioni). Insomma ad aiutare i conti dello Stato sono stati gli enti pubblici, dalle Region ai Comuni.