Crisi economica: Wall Street teme il contaggio dall’Eurozona

Borsa

Non è certo un caso che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, tenga costantemente sott’occhio le turbolente vicende del Vecchio Continente. La crisi, partita vale la pena ricordarlo sempre proprio dalle banche dagli Stati Uniti nel 2008, potrebbe tornare con uno devastante “effetto rimbalzo” a inquinare le banche Usa a causa delle assalti speculativi che stanno mettendo a dura prova un po’ tutti i governi europei.
Insomma le banche a stelle e striscie potrebbero soffrire pesantemente per la crisi che dilaga nell’Eurozona se questa dovesse ulteriormente allargarsi.
E’ quanto emerge anche da uno studio  redatto dall’agenzia di rating Fitch. Gli istituti di credito statunitensi hanno ampiamente diminuito l’esposizione verso le banche europee da oltre un anno, vendendo i titoli pubblici emessi dai Paesi più deboli dell’area.
Tuttavia, secondo sempre questa analisi, questi stessi istituti continuano sempre ad essere esposti verso i principali Paesi dell’Unione Europea e nei confronti delle loro maggiori organizzazioni finanziarie, particolarmente in Francia. Questo potrebbe costare loro assai caro se la fiducia nell’eurozona dovesse ancora peggiorare.
Le banche Usa potrebbero, dunque, essere pesantemente toccate se il contagio dovesse superare i confini di mercati europei già sotto pressione, quali l’Irlanda, la Grecia, la Spagna, il Portogallo. Lo studio Fitch ha precisato che le cinque principali banche statunitensi avevano di esposizione alla fine del secondo trimestre 188 miliardi di dollari verso la Francia, di questi 114 miliardi verso delle banche transalpine.
L’esposizione di queste banche verso la Gran Bretagna ammontava a circa 225 miliardi di dollari, di questi 51 miliardi per le banche.