Crisi Grecia, un punto della situazione

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A Breslavia, in Polonia, si è riunito l’Eurogruppo al cui tavolo sedeva anche il ministro americano del Tesoro Timothy Geithner. L’incontro getta poca luce e molto ombre sul futuro della crisi. Il presidente, Jean Claude Juncker, ha preferito rinviare la decisione riguardo la nuova tranche di aiuti alla Grecia ad ottobre, che dovrebbe ammontare a 8 miliardi di euro. Il debito greco infatti è una delle questioni più scottanti sulla quale c’è maggiore divisione fra gli stati membri.

Non è stato trovato nessun accordo, del resto lo stesso ministro delle finanze finlandese, Jutta Urpilainen, si era dichiarato pessimista alla vigilia dell’incontro circa la possibilità che fosse proprio la Finlandia a soccorrere in aiuto alla Grecia. Al momento governo finlandese e austriaco hanno ribadito dubbi e perplessità sui nuovi aiuti ad Atene senza garanzie collaterali. Queste consisterebbero in pratica in un versamento cash di diverse centinaia di milioni di euro a tutela del proprio sostegno alla Grecia. Una soluzione che ha fatto rabbrividire Olanda, Slovacchia, Slovenia e Germania. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos, ha cercato di rassicurare i partner sul fatto che la Grecia intende rispettare gli obiettivi fiscali per quest’anno e il prossimo senza ritardo, eccezioni e deviazioni. Molto apprezzati invece gli sforzi verso il riequilibrio dei conti di Portogallo e Irlanda. Qualche apprezzamento anche sulla manovra italiana, forse per il troppo Chianti che scorreva durante la discussione. “Pensiamo tutti che l’Italia abbia preso misure soddisfacenti”, ha affermato il presidente eurogruppo Juncker, anche se non è avvenuta nessuna discussione specifica sull’Italia. Più ampia invece quella con il ministro del Tesoro americano Geithner. “Concordiamo sul fatto che ci sono chiari segnali di rallentamento economico globale e sulla necessità di far fronte al consolidamento dei bilanci e al sostegno della crescita in entrambe le zone – ha dichiarato Juncker – Per l’eurozona, però, il consolidamento resta una priorità”. Contrastanti invece i pareri della Banca centrale europea che ha suscitato lo stupore di Geithner: “E’ un peccato constatare che esiste un conflitto tra i governi e la Bancacentrale europea. Tutti dovrebbero lavorare assieme, per evitare dei rischi catastrofici per i mercati finanziari”.

Dalle borse poi non arrivano altrettanti segnali positivi. Chiusura negativa per Milano, tra le peggiori in Europa. L’ Ftse Mib è arrivato a quota +2%, risentendo dei dubbi espressi dall’Eurozona. Preoccupazioni anche per il downgrade da parte di Moody’s. Molto incerto l’andamento di Wall Street. Londra segna +0,58% a 5.368 punti, Francoforte +1,18% a 5.573, Parigi -0,48% a 3.031, Amsterdam +1,15% a 281,73. Sempre in calo lo spread fra il Bund tedesco e i Btp a dieci anni, al di sotto di 350 punti base.