Crisi Irlanda: fuga di capitali da Allied Irish Bank

Si era parlato due giorni del governo di Dublino spinto ad accettare la collaborazione di Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea. Si scoprono ora i retroscena di questa decisione: si è diffusa velocemente la notizia che Allied Irish Bank sta attraversando la peggiore crisi che possa capitare ad un istituto di credito: la fuga di capitali.

Dati alla mano, depositi per più di 13 miliardi di dollari sono stati ritirati dalla banca irlandese, una delle più importanti del paese, a partire da inizio anno. Si tratta del 17% per cento delle riserve, prelevate per lo più da aziende e case finanziarie.

Per fronteggiare l’accaduto, un aumento di capitale già in programma è stato ritoccato pesantemente al rialzo: da 5,4 a 6,6 miliardi di euro, il tutto pagato dallo stato, ovvero dai contribuenti, dalle cui tasche sono già usciti circa 50 miliardi di dollari per i vari salvataggi bancari. Il salvataggio porterebbe lo stato irlandese a detenere il 90%, oltre ad aumentare notevolmente il rapporto deficit/PIL. Nel frattempo fremono le discussioni con gli inviati di BCE e FMI.