Crisi Italia: misure riforma per pareggio bilancio 2013

COSSIGA: BOSSI, GESTI' FINE DC

Appuntamento anticipato al 2013 per il pareggio di bilancio. Promessa del governo. Ora bisogna solo trovare i soldi necessari, urgono quindi misure concrete che portino liquidi in cassa per attuare quanto presentato ai cittadini, ma soprattutto ai mercati. Sono cinque i punti su cui vuole lavorare Palazzo Chigi: riforma delle pensioni, articolo 18, privatizzazioni, patrimoniale e reintroduzione dell’Ici.

L’esecutivo progetta di affrontare la grande crisi finanziaria concentrandosi in questi punti, messi in programma per assicurarsi i venti miliardi che occorrono, come verificato nell’incontro di lunedì tra Bossi, Calderoli e Tremonti.
Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, intervenire nella previdenza è sempre più urgente, sul da farsi si discuterà mercoledì quando si incontreranno Gianni Letta, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi insieme alle parti sociali. Sul tavolo sono in ballo: anticipo al 2012 dell’aumento a quota 97 (62 anni d’età più 35 di contributi) del requisito minimo per lasciare il lavoro; aumento, dal 2012, a 61 anni per la pensione alle lavoratrici private; anticipo al 2012 dell’aggancio tra età pensionabile e aspettativa di vita, con allungamento immediato di tre mesi dei requisiti richiesti; tagli delle pensioni di reversibilità a vedove e orfani; condizioni più severe per i trattamenti di invalidità; limiti di reddito per l’indennità di accompagnamento. Allo studio anche l’ipotesi di allineare la contribuzione fra i lavoratori dipendenti e i collaboratori: per questi ultimi attualmente la pressione è del 26% e potrebbe aumentare fino al 33%.
Nel mirino anche l’articolo 18 della Costituzione, che potrebbe subire delle forti revisioni. In particolare per quanto riguarda la norma che tutela i lavoratori dal licenziamento, argomento che sarà discusso nel confronto con le parti sociali. Si annuncia già battaglia soprattutto con la Cgil di Susanna Camusso, profilandosi l’eventualità di licenziamenti più facili. L’obiettivo dovrebbe essere quello di aumentare la flessibilità in uscita e non far pesare la precarietà del lavoro soltanto sui giovani. Colpire i diritti “intoccabili”. In agenda anche interventi di stimolo alla crescita, a cominciare da una maggiore semplificazione dei paletti burocratici per le imprese. Si pensa anche alle privatizzazioni, in grado di battere velocemente soldi in cassa attraverso la vendita di beni pubblici. Emerge perfino l’ipotesi di una nuova tassa: quella sul patrimonio. Secondo indiscrezioni, a Palazzo Chigi è allo studio un’imposta per colpire le grandi ricchezze. Una sorta di inasprimento fiscale sui grandi patrimoni che comporterà un aumento generalizzato della pressione fiscale fino al 44,3% assieme ad un intervento anti-evasori che potrebbe portare 11 miliardi solo in quest’anno.
Infine, ci sarebbe anche l’idea di reintrodurre l’imposta sulla prima casa, abolita proprio all’inizio di questa legislatura.