Crisi libica: i ribelli ripiegano verso il confine con l’Egitto

La sensazione è quella di un ripiegamento. I ribelli sanno che la fine è vicina e stanno abbandonando a mano a mano le loro postazioni.
La ritirata disordinata dei camioncini carichi di volontari armati dal fronte ormai praticamente perduto di Ajdabiya verso ovest è solo uno degli aspetti della sconfitta.
Bengasi sembra una città fantasma, pronta al peggio. Il numero di negozi e uffici chiusi, aumenta di ora in ora. Tutto tace. Ma è un silenzio rumoroso, che sa di resa e di paura per quello che accadrà nelle prossime ore.
Il figlio di Gheddafi, Saif al Islam, ha lanciato un ultimatum alla popolazione di Bengasi. Per 48 ore di tempo l’esercito libico lascerà aperta la strada di fuga per l’Egitto. Chi vuole può lasciare il Paese, senza temere nulla. Poi, al termine dell’ultimatum, tutto sarà finito. Ogni cosa tornerà come prima della rivolta.
Gli insorti di Bengasi e di altre città della Cirenaica non credono alle parole del figlio del rais e fanno sapere che non si arrenderanno e che combatteranno fino alla fine. Anche se la guerra ancora non è finita, il finale ormai sembra già scritto.