Dal Quirinale resi al Ministero dell’Economia 15 milioni di euro

Quirinale

Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, dà il buon esempio. E, in tempi bui per l’economia nazionale e per dimostrare che la famosa ‘casta’ di cui tanto si parla in ambito politico non è cosa che lo riguarda, decide di restituire una cospicua parte di fondi destinati alle spese del Quirinale. E si parla di cifre importanti, ben 15.048.000 maturati nel triennio 2011-2013, e di 562.737 euro per il 2014. A questi si aggiungono poi altri 56.316.000 euro maturati nel periodo 2006/2011. I fondi in questione, verranno restituiti direttamente al Ministero dell’Economia magari nella speranza di fornire altri ulteriori risorse economiche utili per poter attuare tutti quei provvedimenti che possano aiutare ad uscire dalla crisi. In più, continuando a dare il buon esempio, Giorgio Napolitano decide di non aumentarsi lo stipendio.

Il comunicato ufficiale del Quirinale, spiega così l’operazione: “Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica ha sottoposto alla firma del Capo dello Stato i decreti per l’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni. Si è così completata – sottolinea il Quirinale – l’attuazione nell’ordinamento interno delle misure previste dalle manovre approvate con i decreti-legge n. 78 del 2010 e n. 98 del 2011 (riduzione del 5 e del 10% delle retribuzioni e delle pensioni per la parte eccedente 90mila e 150mila euro, blocco delle progressioni automatiche e riduzione delle spese per beni e servizi)”. Si continua a leggere in una nota del comunicato: Tali economie e aumenti di produttività, unitamente al contenimento dei pensionamenti anticipati per effetto della incisiva riforma delle pensioni di anzianità, hanno consentito, grazie ai risparmi realizzati, di bloccare fino al 2013 la dotazione a carico del bilancio dello Stato al valore nominale del 2008 a fronte di una inflazione che da allora ha già raggiunto il 6,6% sulla base dell’indice dei prezzi al consumo”.