Dati Istat: il deficit commerciale italiano supera i 27 miliardi di euro

Il simbolo dell'euro fuori dalla Bce.

Secondo le stime riportate dall’Istat, nel 2010, la bilancia commerciale italiana ha riportato un deficit di 27,314 miliardi (-5,9 miliardi nel 2009), il più grande di sempre. Di questi, 7,086 miliardi di deficit riguardano gli scambi con i paesi Ue e 20,227 con i paesi extra Ue. Gli scambi totali evidenziano un aumento dell’import del 22,6% sul 2009 e del 15,7% per l’export. A dicembre, il deficit totale è stato di 2,723 miliardi.

La spiegazione di un dato così negativo è da ricondurre principalmente al forte peggioramento del saldo energetico. Un vero e proprio handicap per il nostro paese, privo di fonti energetiche e costretto così ad importare energia dagli altri Stati europei e non.

Ma il saldo energetico non è l’unica causa di una situazione così difficile. Senza prendere in considerazione il saldo energetico, infatti, il quadro non diviene roseo, anzi. Anche l’attivo dei prodotti considerati non energetici non è positivo, in particolare quello dei prodotti intermedi (-11,9 miliardi). Dando uno sguardo un po’ più dettagliato ci si rende conto che la crisi del commercio italiano colpisce in modo quasi omogeneo tutti i settori. L’analisi per settore, difatti, evidenzia deficit considerevoli per chimica (-9,3 miliardi), pc e apparecchi elettronici (-20,4), farmaci e alimentari (ciascuno -3), legno e carta (-2,8); in avanzo tessile (11,7), pelle (5,6), petroliferi raffinati (6,4), gomma (9,5), apparecchi elettrici (6,2), macchinari (37,8), mobili (6).