Ddl stabilità, l’intesa per Mario Monti

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Il ddl è passato senza modifiche anche dalla commissione Bilancio della Camera e adesso, nell’Aula di Montecitorio, è iniziata la votazione.

Tra poco dovrebbe quindi arrivare il si definitivo e a quel punto il Consiglio dei Ministri si riunirà per le decisioni finali. Quindi il nostro Presidente potrebbe già stasera salire al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni, dando così inizio alle consultazioni per la formazione del governo. E qui la questione diventa interessante. Chi si assumerà il difficile compito di guidare e cercare di risollevare questa drammatica situazione italiana? In questi giorni, la persona di cui si sente maggiormente vociferare è Mario Monti. Dovrebbe essere lui a ricevere questo incarico. Si assumerà lui quindi l’incarico di formare il nuovo governo? Per avere la certezza dobbiamo attendere ancora un giorno. Per ora conosciamo solo quello a cui punta il neo senatore a vita, Mario Monti: un esecutivo sostenuto da una maggioranza molto ampia, con annesso anche il Pdl. E su questo punto si trova in accordo anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il quale ha spiegato che una forte coalizione è una condizione irrinunciabile per varare le riforme strutturali indispensabili al rilancio della crescita. Monti in questo momento è assolutamente convinto che servono formule di governo che consentano di mettere tutte le forze politiche a contribuire a sforzi impopolari ma che avranno effetti positivi nel medio e lungo periodo. Il Paese ha bisogno di crescere, ma non ricorrendo ad altri prestiti e aumentando il debito ma attraverso la rimozione degli ostacoli della crescita stessa, quindi con riforme strutturali che cancellino ogni privilegio.

Parole che non sentivano da un po’ e che speriamo non restino solo parole.