Debito americano: si ritira lo speaker della Camera

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I negoziati per scongiurare il pericolosissimo deficit americano, sono appena incominciati -e, vista l’urgenza di arrivare ad una decisione, si suppone dovranno terminare entro lunedì 25 Luglio- e già arriva la prima notizia sconfortante: si è infatti ritirato dalla negoziazione John Boehner, lo speaker della Camera Usa.

I motivi di questo gesto, li ha spiegati lo stesso Boehner in una sua laconica dichiarazione ufficiale: “Il presidente non vuole fare quello che è necessario per risolvere i nostri problemi”.

Dal canto suo invece, il presidente degli USA Barack Obama, si dice pronto ad attuare qualsiasi misura economica necessaria per scongiurare il pericolo di downgrading americano e per farlo ha convocato un incontro urgente presso la Casa Bianca, con le leadership dei due schieramente, democratici e repubblicani, per trovare insieme delle soluzioni immediate.

 

D’altronde, il gesto di Boehner e le accuse nei confronti del presidente, non risultano del tutto costruttivi ai fini degli urgenti obiettivi in vista. Accuse, quelle di Boehner, a cui il presidente Obama ha riposto fornendo una sua versione della situazione nella quale, cioè, sarebbero i repubblicani a voler ostacolare i processi di risoluzione, assumendo un atteggiamento di chiusura rispetto alle proposte fatte e volendo intervenire esclusivamente sulle spese, escludendo le entrate.

In effetti, l’unica soluzione possibile, sembra essere quella di aumentare il tetto del debito pubblico sull’economia. Soluzione, questa, che Barack Obama commenta così: “E’ importante aumentarlo, non ci sono alternative[…]Abbiamo bisogno di risposte prima che Wall Street apra lunedì”.

 

In effetti, lo spauracchio di Wall Street c’è e un ulteriore segno negativo, già in apertura, potrebbe avere delle ripercussioni catastrofiche sull’economia mondiale.

Non resta che aspettare e sperare che i vertici USA trovino un accordo quanto prima, mettendo da parte stupide quanto inutili posizioni di parte, nocive in questo delicatissimo momento.