Debito Usa 2011: intesa di massima

obama

Elefanti ed asini faticano a trovare un accordo. No, non è una favola per bambini, ma piuttosto quello che sta accadendo negli Stati Uniti per quanto riguarda l’accordo sull’aumento del debito. Un passo avanti sarebbe stato fatto attraverso un accordo preliminare sull’aumento del tetto di debito. È quanto riportato dalla stampa americana, secondo la quale l’accordo, non ancora definitivo, prevede un aumento del tetto fino a 2.800 miliardi di dollari e taglia alle spese leggermente superiori. Mentre al senato è stato definitivamente affossato il piano Reid per facilitare un nuovo piano bipartisan.

L’aumento del debito dovrebbe cosi avvenire in due fasi, la prima ad 1.00 miliardi di dollari immediata. Una commissione raccomanderebbe poi, entro il giorno del Ringraziamento, ulteriori tagli fino a 1.800 miliardi di dollari per un secondo aumento del tetto del debito in gradi di ricoprire i bisogni finanziari del paese fino a dopo le elezioni: se il Congresso non approverà i tagli entro la fine di dicembre scatteranno tagli automatici alla spesa. Al Congresso sarebbe richiesto di votare un emendamento della Costituzione per un budget bilanciato ma l’approvazione non è necessaria. Dopo giorni di silenzi, sono ripresi i contatti fra Obama e i leaders dell’opposizione, lasciando intravedere possibili negoziati all’orizzonte. Un accordo ci sarà il prima possibile ha affermato lo speaker della camera.

Poi la svolta nelle ultime ore: la Camera ha approvato il piano Boehner e il Senato democratico, mostrando i muscoli, lo ha respinto due ore dopo, iniziando a premere per il piano reid. Ancora prima del pronunciamento del Senato, la Camera con un voto simbolico ha respinto il piano Reid, inviando un chiaro segnale di forza e ritrovata compattezza dei repubblicani dopo le difficoltà di sciogliere il nodo del debito prima dell’apertura dei mercati. Perché è proprio questa la paura più grande, aprire i mercati lunedì senza avere ancora trovato un accordo.