Decreto manovra bis, 314 voti favorevoli e 300 voti contrari

manovra

E dopo il Senato, anche dalla Camera arriva il si definitivo. L’aula ha approvato la manovra economica con 314 voti favorevoli e 300 contrari, il decreto sulla super manovra di ferragosto varata dal governo per fronteggiare la crisi.

Decreto ampiamente modificato, ridimensionato anche con qualche aggiustatina di troppo, l’obiettivo è raggiungere quota 53,3 miliardi nel 2013, anno in cui è stato fissato il pareggio di bilancio. Con la firma del Capo dello Stato è legge. Tra le principali misure adottate nel provvedimento, abbiamo una parziale riduzione delle spese dei ministeri e degli enti locali, innalzamento dell’età pensionabile delle donne, aumento dal 20% al 21% dell’Iva, taglio delle agevolazioni fiscali, inasprimento della lotta all’evasione fiscale (che contempla anche il carcere per i grandi evasori), contributo di solidarietà del 3% per i super ricchi e licenziamenti più facili per tutti. Altro che “meno tasse per tutti”, i tempi di slogan come questi sono davvero lontani.

Secondo la Marcegaglia, presidente di Confindustria questa manovra è tutta tasse, “Questa manovra non è come l’avremmo voluta noi, non risolve i problemi dell’Italia: se non torniamo a crescere sarà insufficiente, e la manovra non ha nulla per la crescita”. Questo è stato il suo commento alla manovra nel giorno del voto di fiducia alla Camera. “La manovra non ha nulla di strutturale se non poche cose. E’ tutta tasse. E’ chiaro che depressiva. Servono riforme profonde o il Paese rischia molto”. Davanti Montecitorio ci sono stati anche momenti di tensione, esplosa in qualche petardo e proteste, in particolare dei Cobas, da sempre contro la manovra. Durante la votazione in aula sono stati lanciati fumogeni e petardi verso l’ingresso principale della Camera. Insulti e gavettoni invece, sono stati riservati all’ex ministro per le politiche europee Ronchi, che proprio all’uscita dell’ingresso principale è stato ampiamente contestato dal gruppo che manifestava in piazza contro la manovra. Di sicuro le proteste non si fermeranno qui e forse le lacrime e il sangue devono ancora arrivare.