Denunciare il pizzo per pagare meno tasse

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Denunciare gli strozzini per pagare meno tasse. E’ il provvedimento che porta la firma di Giulia Buongiorno, dopo essere stato esaminato dalla Commissione Giustizia della Camera. Il testo contro l’usura e l’estorsione prevede infatti la possibilità per coloro che denunciano il pizzo di non pagare per un certo periodo di tempo alcune tasse comunali. A questo punto la proposta di legge va al Senato per completare l’iter della sua approvazione.

Tra le novità del testo approvato, vediamo che agli imprenditori falliti, ma non condannati con sentenza passata in giudicato. Sarà concesso un mutuo. Ci sarà poi la costituzione degli Organismi di Composizione della crisi, soggetti che potranno essere pubblici o privati e che avranno il compito di assumere ogni opportuna iniziativa per consentire ad un soggetto di superare la crisi da sovra indebitamento, aiutando il debitore a fare un piano di rientro. Punito chi trucca i bilanci. Stessa cosa se il debitore per partecipare alla procedura aumenterà o diminuirà il suo passivo o dissimulerà, verrà condannato al carcere da 6 mesi a 2 anni e al pagamento di una multa tra i 1000 e i 50 mila euro.  Punito anche chi non rispetterà i contenuti dell’accordo e chi aggraverà volutamente la sua posizione debitoria e chi, fra i componenti dell’Organismo, renderà false attestazioni.

I dati in possesso del Ministero dell’Interno indicano che usura ed estorsioni sono fenomeni diffusi su tutto il territorio nazionale, sebbene più marcati nel Mezzogiorno, dove il pizzo e’ la prima fonte economica della criminalità organizzata. Dalla fine degli anni Novanta qualcosa ha cominciato a muoversi, norme più dirette a contrastare il fenomeno, leggi contro l’usura e l’istituzione di un Comitato di solidarietà ed oggi queste importanti novità legislative per arginare il tragico bollettino delle vittime di racket.