Disoccupazione Usa le borse chiudono in negativo

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Chiusura difficile, ancora una volta, per i mercati finanziari. Brutto colpo di scena nella seconda parte della giornata, in Europa, dopo la pubblicazione del dato sulla disoccupazione Usa in agosto, che si conferma sopra al 9% come prevedevano gli analisti. In questo modo le Borse del Vecchio Continente sono peggiorate sensibilmente.

 

Piazza Affari chiude in rosso. A Milano l’indice Ftse Mib ha chiuso in perdita del 3,89% a 15.060 punti. Maglia nera anche per Francoforte: -3,7% a un’ora dalla chiusura per la piazza tedesca. Fra gli istituti di credito i big Intesa Sanpaolo e Unicredit perdono circa il 4%, il Banco Popolare il 4,84% e Ubi Banca il 5,02%. Nell’energia pesanti Saipem, Tenaris ed Enel; fra gli industriali crolli per Pirelli (-5%) e Buzzi Unicem (-5,25%). Male anche Prysmian e il Lingotto (-4%). Piazza Affari è penalizzata anche dal differenziale tra Btp e Bund tedeschi salito a oltre 330 punti, il livello più alto dall’inizio degli acquisti della Bce, lo scorso 8 agosto (nei giorni scorsi si era attestato sotto i 300 punti). In forte tensione anche le piazze di Parigi (-3,5%), Madrid (-3%) e Londra (-1,7%). Giornata negativa anche a Wall Street dove il Dow Jones e il Nasdaq perdono entrambi quasi due punti percentuali.

Sul tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, che ha influito pesantemente sull’andamento della giornata, è intervenutala Casa Bianca: il dato è «alto in modo inaccettabile» ed è necessaria «una più rapida crescita del mercato del lavoro». Agosto è stato il primo mese da settembre2010 incui non sono stati creati posti di lavoro. «Chiaramente, una crescita più rapida è necessaria per recuperare i posti di lavoro persi durante la crisi finanziaria», ha dichiarato Katharine Abraham, membro del Council of Economic Advisers della Casa Bianca in una nota. Nessun commento invece dal presidente Barack Obama, che rimanda tutto alla prossima settimana quando, l’8 settembre, presenterà al Congresso a camere riunite il suo piano per rilanciare l’economia e l’occupazione.