Esami di Maturità 2011: pensiamo al mondo del lavoro?

esami maturità 2011

La notte è più lunga dopo gli esami, quando non si ha più un diario da scrivere e uno zaino in cui infilare tutta la tua vita e ci si scontra con la realtà oltre il cortile della scuola, di colpo, tutto cambia. Non sono confortanti i dati che emergono dal Rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale e formativa dei diplomati ad uno e a tre anni dalla maturità. C’è chi muove i primi passi in ateneo e chi in azienda, ma il dato preoccupante è che un sesto dei giovani sta già facendo i conti con la disoccupazione.

Si registra un calo nelle iscrizioni all’università e l’undici per cento della generazione uscita dalla maturità nel 2009 cerca un impiego e non lo trova. Alla quale si aggiunge un cinque per cento che ha smesso di studiare e un lavoro non lo cerca più. Chi esce dal liceo segue corsi universitari, impegnandosi solo in quelli, mentre i ragazzi degli istituti professionali sono quelli a soffrire più di altri questa condizione di disoccupazione e scoraggiamento.

Il successo formativo del sistema scolastico superiore non si misura solo dall’esito finale della maturità ma anche e soprattutto sulla possibilità di inserimenti professionali e formativi, dove possa essere valorizzato sia il sapere che il saper fare. Eppure la maggior parte dei giovani non è soddisfatta del corso di laurea scelto e chi ha avuto la fortuna di trovare un impiego, piegandosi alle storpiature dei contratti di lavoro di ultima generazione, quelli atipici per intenderci, dichiara di non fare nessun uso delle conoscenze acquisite tra i banchi di scuola.

Spicca una grossa quota di umanisti e ingegneri anche se la motivazione dietro la scelta universitaria non è forte, tanta l’incertezza verso il proprio futuro, di più rispetto al passato. C’è, per esempio, chi sceglie di studiare una materia che lo appassiona sapendo già che non ne farà nessun uso un domani a causa della mancanza di sbocchi lavorativi. Un quadro affatto consolatorio che non fa dormire sonni tranquilli neanche passata la notte prima degli esami, anzi le notti si allungano guardano il soffitto senza riuscirci ad immaginare sopra il proprio futuro o tirando fino a tardi in giro con gli amici. Un senso di insoddisfazione e sfiducia verso paese e istituzioni nocivo per i giovani e la società. Ed ecco che spunta l’opzioni estero, sempre più miraggio nel mezzo del deserto e sempre più alla portata di tutti. E magari se all’estero ti sei trovato bene, ci resti pure ed ecco che altri paesi acquistano una nuova ricchezza senza aver speso nemmeno un euro per formarli. Un paese che rinuncia ai propri giovani, rinuncia al proprio futuro.