Euro / Dollaro / Yen, il triangolo delle Bermuda tra le Banche

Bank_of_Japan_2010

Il mistero del triangolo delle Bermuda ha attratto l’interesse e l’immaginazione di generazioni. Allo stesso modo, sento che esiste un triangolo delle Bermuda dell’economia, uno spazio in cui tutto tende a sparire senza contatto radar. Un buco nero in cui scienza e razionalità sono rimpiazzate da speranza, superstizione ed esperti delle assurdità che fingono di capire i reali fattori chiave dell’economia.

Il triangolo delle Bermuda reale corre da Bermuda a Porto Rico a Miami. Quello economico parte da alte valutazioni del mercato e arriva fino all’elevata disoccupazione, alla crescita/produttività bassa. Proprio come nel triangolo reale, in quello economico ci sono moltissime prove scientifiche che possono spiegare la maggior parte, se non tutti, gli eventi, ma che non vanno bene a Hollywood, scusate, alla Federal Reserve.

Non piacciono né alle banche più influenti né ai media: il mistero, semplicemente, vende di più! Dopo tutto, c’è una ragione per cui le persone lasciano l’educazione scientifica per i dottorati in app e realtà virtuale.

Esistono anche leggende che raccontano che Atlantide potrebbe trovarsi al centro del triangolo. E’ stata rinominata Teoria Monetaria Moderna, per renderla più aderente alle premesse; si tratta di assicurarsi di avere nomi interessanti per quella che è essenzialmente la stessa ricetta economica: stampare e spendere denaro, poi attendere e sperare in un tempo migliore.

Il triangolo economico delle Bermuda (TEB) sta diventando sempre più difficile da giustificare – soprattutto perché il continuo richiamo alla crisi ci tiene sulla difensiva e fa in modo che nessuno si impegni ad investire nel prossimo trimestre. Pensiamo ingenuamente di poter uscire da un trade rischioso prima degli altri. Una persona meno cinica di me potrebbe pensare che si possa parlare di alcune cose solo dopo averle sperimentate.

Dove andremo ora?

Molto tempo fa, i politici hanno intrapreso una strada a senso unico da cui uscire è, se non illegale, almeno impossibile. Ma ciò che è più importante è quello che verrà dopo.

Se un esperto di politica dovesse creare un modello semplice di come funziona il triangolo delle Bermuda, il primo punto di azione sarebbe testare le premesse della politica. Nessuna teoria è migliore delle sue premesse – ovviamente.

Nella premessa della Federal Reserve: è necessario a creare un effetto positivo sulla ricchezza, che sostanzialmente porta ad un miglioramento del sentiment e degli investimenti. Il barometro del successo è il mercato azionario, ma davvero questo è correlato alla ricchezza? Il mercato azionario è andato molto bene, ma il cittadino medio ne trae beneficio? Ovviamente no. Solo il 10% della popolazione possiede azioni. La divisione sociale è più alta oggi che prima della crisi. Inoltre, l’85% dell’occupazione e della crescita proviene dalle PMI – e questo significa che il 15% delle azioni, quelle quotate, che stanno crescendo ne beneficiano, ma non quelle delle PMI. Abbiamo un mercato per il 15% delle aziende e il 10% dei privati, quindi immagino che quando la Fed e la BOJ parlano di effetti sulla ricchezza si riferiscano a questa elite.

In Giappone vogliono semplicemente creare una bolla – lo ripeto, una bolla. È qualcosa di interessante, dal momento che i politici hanno sempre sostenuto che sia impossibile capire dove ci sia una bolla. Immagino che volere attivamente una bolla renda il tutto più trasparente. Confuso? Si, lo sono, ma Abenomics è ancora qualcosa di incomprensibile per me.

Quindi, la premessa non tiene, ma i politici riusciranno a gestire il fallimento? Cambiare strada? Mai! Sarebbe peggio della blasfemia! Una strada a senso unico significa che le auto possono andare in una sola direzione – non al contrario. La possibilità di scelta tra opzioni diverse fa parte della democrazia e dei sistemi capitalistici, non della crisi; in tempi di crisi abbiamo bisogno della lungimiranza dei nostri leader supremi, scusate, dei politici e delle banche centrali. Le loro intuizioni divine ci porteranno in salvo sulle spiagge di Lalaland, dove il sole brilla sempre.

No, la risposta è fare di più: prendete in considerazione il QE infinito della BOJ iniziato il 4 aprile – ora, un mese dopo l’inizio dell’esperimento, i rendimenti dei JGB sono più alti, non più bassi.

La curva dei rendimenti è più ripida, le aspettative di inflazione sono piatte e il Nikkei e USD JPY sono più alti. Un successo? Si, a parte nell’area su cui tutto questo doveva avere un impatto: il rendimento e la sua curva.

Inoltre, perchè questo funzioni il mercato azionario deve continuare ad andare più veloce della caduta del JGB; il fondo pensionistico governativo amministra un eccesso di 1.000 miliardi di dollari americani: lo stanziamento? Il 65% in JGBS  e meno dell’11% in azioni, pertanto la lavagna dei risultati indica:

650 miliardi di dollari x (146.50 – 143.50) = 2% =  – 13 mld. USD.  110 miliardi di dollari x 40% = 48 mld. USD. Un guadagno netto di 35 mld di dollari ma…

Cosa succederebbe se il Nikkei scendesse del 10%? 48 mld. US Dollar diventerebbero 37 mld. E il nuovo prezzo di equilibrio sarebbe 138.50, lontano di sole 5 cifre.

Un prezzo che renderà il Giappone meno benestante e che avrebbe aumentato il prezzo di finanziamento del 240% del debito rispetto al PIL. Alcuni fund manager potenti ritengono che un collasso in Giappone sia meno lontano di 12-18 mesi, tra loro si distingue Mr. Kyle Bass. Forse il Giappone dovrebbe stare attento a ciò che vuole. La mia conclusione sul Giappone è questa:

1. Lo scenario giapponese non è nè bianco nè nero, ma un processo graduale. Il Giappone è notoriamente lento nei cambiamenti, nei sui processi politici e alla fine niente sarà veramente diverso tra un anno. Sì, il Nikkei potrebbe dare il via ad un mercato ribassista, come ha dichiarato recentemente Stanley Druckenmiller a New York, ma è già del 60% sopra al minimo e con Cina e Europa in fase di rallentamento potrebbe far registrare presto una correzione.

2. La conseguenza involontaria del QE in Giappone è finora (come già detto) un rendimento superiore. Anche più alto della recente salita dei tassi in America – USDJPY diventa vulnerabile in caso di correzione sotto a 95/96.

3. Il Giappone non andrà in bancarotta in 12 mesi nè in 12 anni, ma la speranza di una ripresa tramonterà e presto. Abenomics finirà con le elezioni della Camera Superiore a Luglio. Abe dovrà assicurarsi 63 e 100 nuove poltrone. 63 per mantenere le sue politiche economiche e 100 per cambiare la Costituzione.

Offrire denaro a tasso ridotto è la parte più semplice della strategia di tre pilastri che ha fatto in modo che venisse eletto. Usare lo stimolo in modo corretto e lavorare sull’offerta sarà impossibile, a causa della struttura, della mancanza di immigrazione, della sanità e dei costi di pensionamento. Spero che in Giappone vada tutto per il meglio, ma non è possibile salvarsi usando il Triangolo economico delle Bermuda; il Giappone dovrebbe saperlo, visto che ne ha inventata la versione economica!

Un altro evento fondamentale saranno le elezioni in Germania: la Merkel vincerà la battaglia (le elezioni) ma probabilmente perderà la guerra: deve fare un passo avanti. L’Europa lo attende e il mercato lo vuole. Il problema è che non può permetterselo.

Aiutare l’Europa significherebbe perdere dal punto di vista del rating – mantenere l’austerità inciderebbe sulle esportazioni e sulla crescita nel lungo periodo. Quale scenario scegliere? Io personalmente ritengo che fallirà, sta già perdendo la maggioranza e dopo le elezioni i Verdi e il SPD la terranno in ostaggio: restare al potere significherebbe cedere, semplicemente.

Si tratterebbe comunque della fine della luna di miele per l’Europa. La Germania non può salvarla. Ogni paese in Europa deve realizzare che la ripresa può venire solo grazie alla propria volontà politica di riformare e affrontare la realtà. L’Europa è destinata a ripetere la storia del Giappone. A meno che una crisi ancora più dura non ci faccia svegliare subito.

Questo significa che il periodo tra luglio e ottobre sarà un passaggio molto importante per questo esperimento. Riteniamo fermamente che le elezioni tedesche cambieranno le carte in tavola – ma potrebbe esserci una sorpresa già a luglio, a meno che il primo ministro Abe non inizi a porre sotto controllo i rendimenti JGB.

Conclusioni politiche

La Fed sta sondando il territorio, ma Bernanke sta finanziando il deficit tramite il QE e continuerà a farlo, anche se in modo meno aggressivo.

La Bank of England avrà un nuovo presidente a luglio e questo darà il via a politiche in stile Americano che sono tipiche del triangolo economico delle Bermuda; la sterlina subirà i danni maggiori.

Bank of Japan – inizierà presto a comprare: le elezioni di luglio si avvicinano.

BCE – è molto vicina a fare qualcosa di simile al QE; vendere la Francia (l’uomo malato d’Europa) ha molto senso.

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