Euro: per la Credit Suisse la moneta unica è al capolinea

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Per la Credit Suisse l’euro potrebbe sentire suonare presto il suo “De profundis” almeno per come noi oggi lo conosciamo. “The last days of the euro” è il titolo di uno studio dell’istituto elvetico. Credit Suisse vuole evidenziare che questo non significa che la fine dell’Eurozona sia probabile, ma che entro gennaio 2012 saranno necessari interventi straordinari per difendere i mercati dell’Eurozona dagli attacchi speculativi.
L’istituto svizzero (nella foto Zurigo, dove si trova la sua sede centrale) sottolinea che tale scenario riflette la logica degli investitori che non possono ritenersi sicuri su cosa detengono o acquistano nel mercato dei bond del vecchio Continente. Nel breve periodo i mercati vogliono segnali credibili sulla forma di unione fiscale e politica ben prima che abbiano luogo le modifiche del trattato. Quindi la questione non può essere risolta dalla Bce né dai nuovi governi in Grecia, Spagna e Italia. Germania e Francia dovranno mettere in essere misure drastiche e risolutive molto più di quanto i due Paesi sono oggi disposti a tollerare. Secondo Credit Suisse, sarà allora il turno della Banca Comune Europea  fornire il sostegno finanziario per prevenire un collasso del sistema.
La banca svizzera ipotizza,  fino a quando non si giungerà a conclusioni concrete, che le tensioni sui mercati si manterranno altissime con un forte e ulteriore incremento dei rendimenti dei titoli di stato. Tanto per fare un esempio che ci riguarda da vicino: i rendimenti dei titoli italiani e spagnoli sono visti dalla banca elvetica salire oltre il 9 per cento, quelli francesi al 5 per cento e anche i Bund tedeschi potrebbero avere rendimenti più elevati rispetto ad oggi.