Evasione fiscale manovra economica 2011: comuni e contribuenti

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Si amplia la funzione dei Comuni nella lotta all’evasione che si coordina all’ agenzia delle entrate e alla guardia di finanza allo scopo di individuare i redditi occultati. L’incentivo? È previsto che la totalità del bottino recuperato venga destinato ai comuni, tenendo conto del patto di stabilità interno per gli enti locali. Con la nuova manovra il governo punta tutto sulla lotta all’evasione fiscale per assicurare alle casse dello Stato le risorse necessarie al raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2013.

Un ruolo di primissimo piano quindi per i Comuni che da questa alleanza con il fisco hanno poco da perdere e parecchio da guadagnare: addirittura il 100% ora che la manovra bis sarà approvata dalla Camera. Tutti i comuni che collaboreranno con l’Agenzia delle Entrate e il corpo della Guardia di Finanza nell’attività di recupero delle imposte evase potrà incassare l’intero gettito. Ma non sarà una passeggiata, per i comuni si tratta infatti di condividere diritti e doveri, dovranno assumersi interamente i costi  dell’organizzazione e delle operazioni della lotta all’evasione nella speranza che questa ripaghi della dispendiosa attività stessa. Il rischio per i piccoli comuni è alto.

Ma vediamo più in dettaglio come potranno muoversi i comuni che vorranno partecipare. Un buon punto di partenza è la collaborazione con l’agenzia delle entrate. Questa può trasmettere l’elenco dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni dei redditi minime o che non l’hanno presentata affatto. Per il comune sarà un gioco da ragazzi verificare il reale stile di vita di questi individui. Procedendo in questo modo le indagini potrebbero articolarsi così: il comune può controllare la reale attività e accertare anche l’attività di soggetti non titolari di partita Iva ma che di fatto svolgono un’attività di lucro; risalire al titolare dell’attività e accertare la reale situazione economica segnalandola, all’occorrenza, all’ufficio delle Entrate; rilevare gli indicatori di reddito di soggetti che risultano nullatenenti; attivare controlli sui possessori di auto di grossa cilindrata. E ancora far emergere gli affitti in nero attraverso la verifica delle residenze anagrafiche, specialmente per studenti fuori sede e lavoratori stranieri, attraverso l’incrocio dei dati delle utenze. In caso di denuncia di un abuso edilizio da parte dei cittadini, il Comune può risalire alla ditta che ha eseguito i lavori e verificare se è stata emessa regolare fattura. Il comune può facilmente individuare anche i finti residenti all’estero che utilizzano questo semplice stratagemma per non pagare le tasse pur vivendo regolarmente in Italia. Insomma le possibilità sono infinite si spera solo che anche Casta e Palazzo facciano la loro parte.