Facebook borsa: il social network pronto al colpaccio

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Seguendo le orme degli altri giganti della rete, come LinkedIn e Zynga anche la creatura di Mark Zuckerberg è pronta per il grande lancio su Wall Street. Debutto previsto per il 2012.

Una miniera d’oro, un sito che vale 100 miliardi di dollari e che raccoglie intorno a se oltre 600 milioni di utenti, e che si muove proprio in queste ore verso quota 700 anche se con qualche saldo in negativo per i paesi occidentali. Face book guarda la futuro, all’Oriente e ai paesi in via di sviluppo. Obiettivo Pechino che farebbe aumentare non solo la popolazione del social network ma anche il suo valore.

Secondo le notizie reperibili fino ad oggi, Facebook dovrebbe essere pronto per la Borsa entro i primi tre mesi del prossimo anno. La quotazione del capitale societario si aggira intorno al centinaio di miliardi di dollari, una cifra da capogiro che colloca l’azienda di Palo Alto nella punta più alta dell’Olimpo azionario delle società tecnologiche accanto ad aziende come Microsoft, Google e Apple. Sono queste le divinità dell’era moderna. Nate a volte per gioco e che hanno finito per influire e modificare le nostre vite.

Per il grande evento Zuckerberg e gli altri contano su un advisor all’altezza, quale la banca d’affari Goldman Sachs.  La domanda è perché entrare in borsa? E perché adesso? Pare che tra i motivi ci sarebbe anche l’idea di far guadagnare di più i propri dipendenti. Con una valutazione così alta è facile immaginare che anche i dipendenti acquistino e vendano il loro pacchetto di azioni. L’ingresso a Wall Street significa anche rendere pubbliche una serie di notizie finanziarie, finora più riservate. Come le reali dimensioni finanziarie del colosso dei social network. Non si ragionerebbe più su ipotesi, come accade ora, ma si avrebbero dati certificati, di profitti e perdite. Intanto Facebook procede nella sua avanzata, e se i conquistadores avevano fama di terre e preziosi, oggi l’azienda di Mark Zuckerberg si accaparra uno spazio dopo l’altro. Approdando perfino in paesi come Siria e Iran facili alla censura. La rete può dove altri non possono.