Facebook perde colpi: milioni di utenti si cancellano dal social network

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La grande piazza virtuale di Facebook comincia a svuotarsi. Negli Stati Uniti e in Canada inizia a perdere utenti. A maggio il numero è diminuito di 6 milioni di unità negli Usa, passando da 155,2 milioni all’inizio del mese a 1489,4 milioni alla fine del mese. Sul fronte aziendale la società di Palo Alto corre ai ripari assumendo uno degli ex portavoce di Bill Clinton per metterlo alla guida delle comunicazioni istituzionali, dopo il flop della mancata assunzione di Gibbs, ex uomo stampa del team Obama. Lockhart sarà il nuovo vicepresidente responsabile delle comunicazioni globali del social network più grande del mondo. Curriculum impeccabile, già consulente di comunicazione a Washington con la società che ha fondato, Glover Park Group, mettendo a frutto i contatti e le lezioni apprese durante i difficili anni dello scandalo Lewinsky e dell’impeachment.

Il suo arrivo è atteso per il 15 luglio. Attesissimo per una società sottoposta a intenso scrutinio data la sua imminente entrata in borsa il prossimo anno. I denari di Facebook vengono sempre più spesi in attività di lobbying, un fattore che indica il peso crescente che sta assumendo nel mondo della politica, come ha dimostrato recentemente anche il risultato del nostro referendum. Si sarebbe raggiunto lo stesso risultato senza lo sviluppo della rete e del tam tam su internet e social network? Dai documenti aziendali disponibili si evince che nel primo trimestre di quest’anno Facebook ha speso 230.000 dollari in lobbying rispetto ai 41.000 nello stesso periodo dello scorso anno.

Eppure la piazza più popolata del mondo continua a perdere i suoi visitatori negli Usa con una tendenza analoga in Canada. Mentre social come Twitter e Linkedln continuano a mietere utenti e ramificare il loro albero di contatti. Il mercato americano di Facebook appare ormai saturo e gli spazi di crescita sono molto contenuti. Per questo motivo Zuckerberg guarda al mercato europeo e asiatico.

In parte il fenomeno dell’abbandono americano e canadese è spiegato così, all’inizio dell’estate molti studenti si cancellano per non lasciare tracce imbarazzanti sul web, come feste e vacanze particolari ad esempio, che potrebbero compromettere le loro future brillanti carriere da sogno o la ricerca del primo impiego. Inoltre ci sono le pressioni da parte dei genitori di minorenni, preoccupati per la protezioni della privacy e per il bullismo, sempre più frequente in America, legati al social network. Anche da casa, al riparo dal mondo, non si è del tutto fuori pericolo e le associazioni di genitori statunitensi sono giustamente dei temibili cani da guardia.