Faglie attive Etna Sicilia: documento di analisi

Cattura

Un data-base pilota di dati GIS sulle faglie attive del Monte Etna (Sicilia): uno strumento per
la gestione integrata della valutazione dell’hazard

La pericolosità legata all’attività tettonica nell’area etnea rappresenta un elemento di importante,
quanto delicata valutazione nella pianificazione del territorio. Le faglie etnee, infatti, oltre che
essere spesso sismogenetiche, possono produrre dislocazioni del suolo lente, ma continue nel
tempo, che deteriorano rapidamente qualunque manufatto costruito sulle faglie. Inoltre, molte faglie
attraversano centri abitati densamente popolati, aumentando il loro potenziale distruttivo.
Queste considerazioni hanno suggerito la necessità di realizzare un data-base georiferito di tutti
i principali sistemi di faglie etnee attive, utilizzabile sia in ambito puramente scientifico, sia
dai tecnici addetti alla pianificazione territoriale operanti presso gli uffici pubblici. Una sorta di
anagrafe delle faglie attive, ove esse possano essere registrate, catalogate e visualizzate anche in
funzione di tutta una serie di parametri utili per la prevenzione e pianificazione, ma anche per la
gestione delle emergenze. Il cuore del lavoro, appena pubblicato sulla rivista internazionale Journal
of Volcanology and Geothermal Research, è stato infatti la parametrizzazione delle strutture da
inserire nel data-base. Oltre alle informazioni prettamente geografiche e geometriche di ciascuna
struttura tettonica, sono stati definiti e creati per tutte le faglie tutti gli appositi campi numerici e
testuali necessari per descriverne e caratterizzarne la tipologia, il movimento, la potenzialità di
generare terremoti e l’eventuale connessione tra il movimento della struttura e l’attività eruttiva del
vulcano.
Questo articolo è indirizzato, in particolare, a chi si occupa (per professione o per compito
istituzionale) di pianificazione territoriale, perché il documento è dotato di un contenuto elettronico
(http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0377027312002612) che consente di
rappresentare i dati delle faglie direttamente tramite GoogleMap.
Si tratta di una cosa tutt’altro che banale, in quanto l’individuazione documentata ed inequivocabile
di queste faglie mette un punto fermo sulla loro ubicazione (particolarmente quelle poco visibili in
superficie), molto utile per gli uffici del Genio Civile e di altre Istituzioni preposte a rilasciare pareri
autorizzativi sull’edificazione di manufatti ed infrastrutture e per quelle preposte ad intervenire e
pianificare gli interventi durante le emergenze.
Il data-base è realizzato in modo da potere essere implementato in ogni momento con nuove
informazioni che potrebbero essere acquisite in futuro. Questo articolo, quindi, non è un
semplice punto di arrivo di una ricerca, ma piuttosto rappresenta una sorta di “stato dell’arte”
delle conoscenze acquisite sulle faglie etnee, catalogate in un data-base “aperto” ai contributi
che sicuramente verranno già da domani. Infatti, il gran numero di campi descrittivi previsti nel
database è appositamente disegnato per accogliere tutte le informazioni necessarie, anche se non
ancora disponibili.

Il data-base è sviluppato utilizzando il software ArcGIS ®, che è tra i più completi e diffusi, ed è
fornito sotto forma di file in formato “shape” (.shp), universalmente riconosciuti da tutti i software
GIS; si compone di diversi set di dati tematici, sia geografici che numerici, che analizzano e
rappresentano i cinque sistemi di faglie principali che si sviluppano nella regione etnea. Tutti i dati
sono georiferiti sul sistema di riferimento globale (WGS84), su cui si basano ormai tutti i dispositivi
di localizzazione e mappatura che utilizzano il GPS; per facilitare ulteriormente l’utilizzo e la
lettura dei dati geografici, le coordinate sono fornite in proiezione piana (UTM zona 33N) cioè in
metri (Nord e Est) piuttosto che gradi (Latitudine e Longitudine), in modo da rendere tutto di più
facile e immediata lettura.

Attraverso specifiche interrogazioni, inoltre, il data-base è in grado di produrre una grande varietà
di mappe di pericolosità e vulnerabilità (Figura 1).

Autori dell’articolo scientifico:
Giovanni Barreca , Alessandro Bonforte , Marco Neri (vulcanologi)

 

Figura 1 – Esempio di interrogazione del data-base riguardante il Sistema di Faglie della Pernicana
(fianco NE dell’Etna): definendo una determinata struttura tettonica, il software restituisce tutte
le informazioni disponibili su di essa e tutte le principali infrastrutture (strade, case, ferrovie, etc.)
potenzialmente interessate dall’attività tettonica generata dalla faglia.

 

 

Cattura