Fast Good, export italiano in America

olio

Tempo di aggiornamenti “alimentari” a New York . Nella Grande Mela dove il fast food regna sovrano si sono ora inventati il “fast good”, ovvero una nuove tendenza alimentare importata dall’Italia che utilizza olio extra vergine di oliva 100%.

Il “fast good” sta già conquistando migliaia di consumatori che amano i sapori della natura e sono stanchi del solito ipercalorico hamburger con patatine.

Parte del merito del lancio del “fast good” va dato al contratto di filiera stipulato tra Mipaaf e Unaprol per l’olio di oliva. Secondo il presidente Massimo Gargano “il progetto è stato costruito per sostenere sui mercati di tutto il mondo il consumo consapevole del prodotto delle aziende che hanno fatto la scelta dell’alta qualità certificata e garantita da I.O.O.% (acronimo di Italian Olive Oil) qualità italiana, il primo consorzio di filiera agricola tutta italiana dell’olio extra vergine di oliva”.

L’olio extra vergine di oliva conquista così un’altra importantissima fetta di mercato dopo essere sbarcato con successo a San Paolo del Brasile, San Pietroburgo e Mosca, ed è anche stato insignito di importanti riconoscimenti nel corso del Fancy Food che si è tenuto allo Jacob Javits Convention Center a New York.

Secondo i dati di Unaprol il consumo di olio extra vergine di oliva negli Stati Uniti non supera il 2% del totale dei grassi vegetali, ma solo a New York vi è il 30% di olio extra vergine di oliva che importa gli Stati Uniti.

Sebbene il 2009 sia stato l’anno della crisi economica che si è fatta sentire anche sui bilanci delle aziende olivicole, l’Italia ha mantenuto la leadership delle importazioni di olio extra vergine di oliva nel paese a stelle e strisce.