Federalismo fiscale: manovra finanziaria nel 2016

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Il federalismo fiscale arriverà non prima del 2016 e si susseguono gli studi di settore per accertare se questa importante manovra finanziaria porterà benefici o meno al nostro Paese.

Nel frattempo è stata approvata dal Governo la Relazione sul federalismo fiscale sulla quale ora il Parlamento dovrà pronunciarsi.

Secondo Tremonti il federalismo fiscale non sarà un “costo” e anzi dovrebbe portare ad una risparmio della spesa pubblica di 10 miliardi di euro.

Elemento fondamentale di questa riforma è il passaggio dalla spesa storica ai costi standard, che vengono calcolati sull’effettiva necessità delle spese (sanitarie maggiormente), e sulle migliori pratiche regionali.

Nella riforma sul federalismo fiscale sarà molto importante il ruolo della Sose, la Società per gli studi di settore, che gestisce circa 206 studi di settore che comprendono 3.5 milioni di contribuenti.

Per il ministro Tremonti il buco nero della sanità che affligge in particolare i bilanci regionali è dovuto in gran parte alla spesa storica; con i costi standard si dovrebbero impedire gli sprechi ed arrivare ad una migliore qualità e sicurezza per le cure ai cittadini.

I Comuni avranno maggiore responsabilità ed avranno la titolarità delle imposte sugli immobili che per Tremonti dovrebbe essere una soltanto, che vada ad assorbire tutte quelle esistenti. In ogni caso dalla tassazione va esclusa la prima casa, che rimane esente dal tributo.