Feriti e morti per i botti di Capodanno 2012 a Roma e Napoli

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Come ogni anno, il giorno di Capodanno, si trasforma sempre in una carneficina, a causa dei pericolosi botti che vengono sparati.

Quest’anno si sono raggiunti numeri che non si sentivano oramai da parecchi anni. Il bilancio delle vittime dei botti di quest’anno è infatti pari a 2 morti e 561 feriti, di cui 76 sono bambini. A renderlo noto è stato il dipartimento della pubblica sicurezza. Un vero e proprio bollettino di guerra quindi che trasforma quello che dovrebbe essere il giorno più bello dell’anno, nel peggiore dei modi.

L’anno scorso il bilancio era di un morto e 498 feriti, quest’anno nonostante tutte le dovute raccomandazioni e il divieto imposto in più di 200 comuni italiani, si arrivati addirittura a raggiungere il secondo. Un numero di morti superiore ad uno non si registrava da circa 10 anni.

La prima vittima si trovava nel suo appartamento a Roma e aveva già avuto precedenti (arresti domiciliari) tra cui la detenzione di materiale esplosivo. Secondo i vigili del fuoco, l’incidente è stato causato dal tentativo di accendere un botto all’interno dell’appartamento, per poi affacciarsi all’esterno ma il petardo è esploso innescando la deflagrazione a catena. Ciò ha provocato l’esplosione dei vetri e la deformazione delle inferriate dell’appartamento e la successiva morte dell’uomo.

Cosa sia potuto succedere precisamente non si è ancora capito. Il suo nome era Marco D’Apice di 39 anni, incensurato. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo verso mezzanotte stava posizionando alcune batterie di fuochi d’artificio davanti al suo ristorante quando è finito a terra. Davanti al locale la polizia ha trovato cinque bossoli calibro 7,65 ma nessuna arma. Tra le varie ipotesi c’è quindi anche quella che a causare la morte possa essere stato un proiettile vagante.

Un bollettino di guerra allarmante, e purtroppo non ancora definitivo.