Fiat, chiude Termini Imerese: riscontri in borsa?

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Termini Imerese: mille cinquecento trentasei operai resteranno in cassa integrazione fino al 31 dicembre.

Alcuni però con una possibilità in più rispetto agl’altri. Quella di essere richiamati dall’azienda per svolgere attività all’interno della fabbrica, in particolare dei magazzini e negli impianti di riparazione. E’ questo quello che è successo ieri a Termini Imerese, dove si è chiusa ufficialmente un’epoca. La chiusura della Fiat come produzione, nell’impianto palermitano. L’ultimo giorno di lavoro è stato ieri, giovedì 24 novembre. Dopo oltre quarant’anni di attività. Ciò rende l’idea della drastica situazione economica del nostro Paese. La Fiat aveva aperto infatti la sua sede a Termini Imerese nel lontano 1971 e aveva garantito lavoro a circa 2.200 dipendenti, tra diretti e indotto. E adesso invece dopo oltre 40 anni di lavoro, la fabbrica di Termini Imerese ha deciso di chiudere definitivamente. Non appena confermata la notizia ai dipendenti, ieri notte, è scattato un presidio davanti allo stabilimento  organizzato per impedire l’uscita delle bisarche per il trasporto delle vetture nuove pronte per essere spedite alle concessionarie. La fabbrica è infatti ancora piena di materiale. Per questo è molto probabile adesso che tra lunedì 29 e martedì 30 novembre, la Fiat decida di chiamare altri operai per fargli svuotare le linee di produzione. Ieri notte circa duecento operai hanno così trascorso la notte davanti all’azienda. Una condizione difficile da risolvere. E nell’ultimo giorno di attività dello stabilimento di Termini Imerese, la Fiat non resta immune neanche dale perdite di Piazza Affari. Le quote della Fiat segnano un calo del 5,5%.

Una situazione decisamente drammatica.