FIAT: il piano strategico porta all’invito all’acquisto delle banche d’affari

All’indomani dell’accordo siglato con Opel, secondo il quale il Lingotto fornirà veicoli a quest’ultimo a cominciare da dicembre del prossimo anno, con una fornitura iniziale fino a 6mila auto nel 2011, per poi arrivare ad un totale di 250mila, FIAT riesce a limitare i danni in borsa.

Infatti, la seduta di scambi si è conclusa oggi in lieve calo,dopo che ieri erano stati persi quasi 3 punti percentuali, e il negativo conta solo uno 0,39% con la quotazione che ferma a 12,75 Euro, rivela una maggiore forza relativa rispetto agli indici Blue Chips. Nella sessione odierna, quasi 36 milioni di azioni sono passate di mano, ben più della media giornaliera degli ultimi tre mesi, cioè poco più di 23 milioni di pezzi, a conferma del momento importante che sta vivendo questa azienda.

Lo spin-off di FIAT auto e l’annuncio di Marchionne che entro il 2013 gli oltre 2 miliardi di Euro di debiti di FIAT Industrial (a cui per l’occasione è stato addirittura cambiato il marchio) verranno azzerati, vale al Lingotto la valutazione positiva di quasi tutti gli istituti. La milanese Equita SIM stima 0,6-0,9 miliardi di Euro, considerato che il gruppo non ha ancora messo a punto una strategia per penetrare nel mercato statunitense con IVECO, ma reitera l’invito all’acquisto con il prezzo a 16,19 Euro. Akros formula la propria raccomandazione ad un fair value di 16 Euro, mentre Unicredit esprime il proprio gradimento per l’autonomia e gli asset di cui potrà godere il management di FIAT dopo aver liquidato il comparto auto, ma applica un prezzo di 14,5, meno generoso. Mediobanca è la più ottimista, avendo assegnato una raccomandazione “outperform”, con un fair value corretto verso l’alto da 16 a 18,7 Euro.