Financial Times: Cina per i Titoli di Stato italiani?

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Secondo indiscrezioni del Financial Times, il governo italiano starebbe per rivolgersi a Pechino nella speranza che la Cina soccorra in aiuto per arginare la crisi finanziaria acquistando un importante quota del debito sovrano.

Lo rivela il principale giornale economico-finanziario del Regno Unito, uno tra i più autorevoli e letti al mondo, e lo fa citando tra le fonti anche funzionari italiani. Secondo quanto si legge la Cina dovrebbe effettuare significativi acquisti di titoli di Stato italiani e investimenti in società strategiche. In queste ore si sono aggiunte altre indiscrezioni secondo le quali Lou Jiwei, presidente della China Investment Corp, uno dei più ricchi fondi sovrani, si è recato di recente a Roma per incontrare il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti e i vertici della Cassa depositi e prestiti. Inoltre ci sarebbe di più, la visita della delegazione cinese segue quella avvenuta circa due settimane fa del direttore generale del tesoro, Vittorio Grilli proprio a Pechino, dove ha incontrato oltre ai vertici della China Investment anche quelli della China State Admninistration of Foreign Exchage che gestisce la maggioranza delle riserve di valuta straniera per un ammontare di 3.200 miliardi di dollari.

Da Pechino per ora nessun commento sulla vicenda, ne sui colloqui avvenuti con l’Italia. La Cina, insomma non conferma e non smentisce le notizie rimbalzate da un organo di stampa all’altro sulle manovre in corso tra Italia e Cina per l’acquisto di bond. Intanto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Jiang Yu, si è limitata a dichiarare in una conferenza stampa che il suo ministero non è responsabile dei contatti sui problemi economici, dei quali tra l’altro si occupano altri dipartimenti. E in Italia? Il fatto che il governo Berlusconi stia cercando di far acquistare i titoli di Stato italiani alla Cina trova conferme tra fonti del Tesoro, in particolare circa l’incontro avvenuto tra Giulio Tremonti e una delegazione di investitori cinesi, senza nessun ulteriore commento però sull’oggetto della discussione.