Finmeccanica: allarme rosso in borsa e guai giudiziari

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E’ davvero un momento duro per il gigante  della difesa Finmeccanica. La società, controllata dal ministero dell’Economia, sprofonda a Piazza Affari: perde oltre il 5 per cento avvicinandosi pericolosamente alla soglia dei 3 euro. In una settimana ha perso oltre il 30 per cento della capitalizzazione che ora è scesa a 1,7 miliardi.
Sulla perdita registrata a fine settembre (utile 2010 di 321 milioni) pesano oneri non ricorrenti per 753 milioni che sono riconducibili al settore aeronautico. L’ebitda adjusted è negativo per 188 milioni di euro (basti pensare che era positivo per 856 milioni nel 2010). I ricavi sono calati del 5 per cento segnando 12,25 miliardi, gli ordini del 21 per cento a 10,6 miliardi. L’indebitamento finanziario netto è adesso di 4,66 miliardi, vale a a dire superiore ai 3,1 miliardi di fine 2010, ma invece  inferiore di 232 milioni rispetto al 30 settembre dello scorso anno. E il dato, bisogna sottolinearlo, beneficia anche per 344 milioni della cessione del 45 per cento di Ansaldo Energia…
Ora le banche d’affari stanno iniziando a consigliare ai propri clienti di ridurre i titoli in portafoglio. Solo un rinnovo ai vertici potrebbe ridurre le pressioni negative.
La società ha comunicato che il presidente Pier Francesco Guarguaglini ha chiesto la convocazione di un urgentissimo consiglio di amministrazione. Nel frattempo sono giunte le dimissioni di Lorenzo Borgogni, del responsabile delle relazioni esterne, indagato dalla Procura di Roma.
Vale la pena ricordare che anche Guarguaglini, così come la moglie Marina Grossi, che in una davvero singolare gestione familiare di una proprietà statale è amministratore delegato di Selex (controllata di Finmeccanica operante nell’elettronica per la difesa), sono indagati dalla Procura di Roma.