Fitch rating Italia 2011, declassamento “ottimista”?

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Stavolta il “c’era da aspettarselo” ci sta tutto. L’agenzia di rating Fitch declassa l’Italia e segue a ruota la Standard & Poor’s e Moody’s. Da parte della Fitch il declassamento ha portato il rating Italia 2011 da AA- ad A+, declassamento che più o meno rispecchia i valori assegnati dalle altre agenzie di rating.

Fitch Ratings, che ha sede a Londra e New York,nasce nel 1913 in America, e negli anni ’90 viene acquisita da Fimalac per fondersi con la IBCA Limited. Ad oggi è una delle “tre sorelle” del rating internazionale insieme alle altre due agenzie già citate. Il giudizio di Fitch non è però dei più negativi: si riconosce che il Governo ha rafforzato il consolidamento fiscale, ed ha fornito una buona risposta alle richieste della Banca Centrale Europea, rimettendosi con entusiasmo sul mercato dell’Eurozona. Il debito sovrano dell’Italia inoltre può contare sul sostegno, oltre che della BCE, anche del Fondo Monetario Internazionale.

Gli sforzi insomma sono apprezzati, anzi, forse Fitch più delle altre agenzia è ottimista sulle possibilità di risanamento del deficit. Il declassamento è dovuto soltanto alla vulnerabilità dell’Italia, vulnerabilità da leggersi nel contesto dell’Eurozona, visto che comunque le banche italiane stanno dimostrando solidità nel perseguire la capitalizzazione. In molti comunque pensano che i declassamenti siano più dovuti a incertezze che non a misurazioni tangibili dell’incapacità di posizionare determinati “target” sui mercati europei.