Forex CFD: il prezzo del petrolio si lega alle sorti dell’Egitto

L’addio di Mubarak ha fatto piangere i petrolieri. L’ex presidente dell’Egitto, che è un paese cruciale per i traffici di light crude oil, per la presenza del Canale di Suez, ha lasciato il potere in mano ai generali dell’esercito, che hanno garantito una transizione pacifica verso la nuova situazione politica e consentito la libera manifestazione della folla. Gli investitori, tuttavia, temendo una riduzione dei traffici nel canale, hanno venduto assets in massa, facendo crollare i prezzi ai minimi storici da 10 settimane (prima si era arrivati ai massimi da 28).

Ma c’è di più: gli speculatori hanno scelto di acquistare il petrolio Brent del Mar del Nord quotato all’Ipe di Londra, mentre il petrolio WTI quotato al Nymex di New York ha subito vendite massicce, dopo una fiammata rialzista di breve durata. Data l’assoluta mancanza di punti di riferimento, sono possibili in futuro ulteriori discese.

La scalata al top di 92,84$ al barile si è dimostrata alla fine soltanto un colpo di reni dovuto a reazioni alle vicende politiche. Ora i prezzi si sono avvicinati al supporto di 85$, in attesa di un breakdown deciso, eventualità non vicinissima, ma che dovrebbe aprire la strada a ribassi che potrebbero essere più decisi, con target a  80$ al barile. Ma anche il Brent, che sta vivendo un momento di gloria oltre i 100$, potrebbe scendere a breve.