Forex: euro in calo e tensioni sul petrolio

EURO

L’euro in calo dopo l’asta francese di Oat che, anche se la domanda ha superato l’offerta, ha visto tassi in rialzo sui decennali e un peggioramento del bid-to-cover. La moneta unica scende sui minimi dai primi di settembre 2010 contro il dollaro a 1,283025 e aggiorna i minimi da 10 anni contro yen a 98,575, sotto la soglia dei 99 yen. A pesare sull’euro sono anche le parole di Lucas Papademos, il Primo Ministro greco, secondo cui la Grecia andrà in default entro marzo se il Governo non troverà sul nuovo piano economico un accordo con i creditori internazionali. A metà gennaio inizieranno i colloqui per la credazione di un credibile piano di aggiustamento economico al 2015. Da questi colloqui dipendono l’attuazione dell’accordo per ridurre il debito e la prosecuzione dei finanziamenti ad Atene: senza di loro, la Grecia andrà incontro, a marzo, al rischio di un immediato default.
Oro in rialzo sui mercati asiatici. Il prezioso metallo viene scambiato a 1.618,02 dollari l’oncia (dunque +0,4 per cento). Ieri il contratto era salito fino a 1.618,25 dollari, il livello più alto dal 21 dicembre.
Prezzi del greggio in calo in Asia ma il trend si conferma rialzista a causa delle tensioni internazionali e interne per quel che riguarda l’Iran. Il barile di Brent, consegna febbraio, cala di 75 centesimi a 112,95 centesimi. Il barile di Wti, consegna febbraio è scambiato  a 102,98 dollari al barile, in flessione di 24 centesimi, rispetto alla chiusura di mercoledì. Il possibile embargo europeo sul petrolio iraniano, che potrebbe essere deciso in una riunione dei ministri degli affari esteri il 30 gennaio prossimo, sostiene ancora i prezzi al rialzo. Sottolineiamo che il Vecchio Continente rappresenta il secondo acquirente di greggio iraniano dopo la Cina.